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A margine di un convegno nella capitale Lotito detta le regole degli stadi del futuro: "La Juve non è l'esempio da seguire, il nuovo impianto produrrà reddito grazie ai tifosi".

Uno stadio di proprietà, polifunzionale, che permetta al club di produrre reddito extra e al tifoso di vivere la 'vita di ogni giorno' in un impiato griffato dalla società per la quale fa il tifo. E' questo il sogno di molti presidenti di calcio, fra tutti spicca quello della Lazio, Claudio Lotito, intervenuto oggi al convegno romano 'Bilancio e informazione economico-finanziaria nell'economia della società di calcio'.

"E' dal 2004 che parlo di stadi polifunzionali ma in Italia su alcune logiche e consuetudini, siamo davvero ingessati"- ha dichiarato Lotito. Il problema dello stadio di proprietà è forse il vero handicap che le società italiane hanno nei confronti di quelle europee, che già da anni vivono una realtà che nel nostro paese sembra ancora lontana anni luce, eccezion fatta per qualche piccola isola felice.

"Oggi tutti parlano del fenomeno Juventus - ha proseguito Lotito - ma senza toglliere loro alcun merito, hanno impiegato ben undici anni per avere le concessioni. In più non si tratta di uno stadio che risolve i problemi. Uno stadio serio non costa 50 milioni ma centinaia. Una struttura che non produce reddito, non risolve i problemi di competitività con il resto d'Europa".

E quale sarebbe la ricetta di Claudio Lotito? Secondo il numero uno della Lazio:"Il valore aggiunto si potra avere solo con la costruzione di una cittadella dello sport dove il tifoso può compiere gesti quotidiani come mangiare, fare shopping, andare al cinema ecc..".

Secondo Lotito infatti: "Solo in questo modo si vede la forza di un club. Il tifoso non sarà più un semplice cliente ma diventerà diretto complice del processo di patrimonilaizzazione della società per cui fa il tifo".

Rimanendo in casa Lazio, Lotito ha scartato l'opzione di acquistare l'area del Flaminio: "Un nuovo stadio richiede spazio e nel centro città non c'è. Anche l'Olimpico, all'epoca venne costruito in periferia".

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