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Il presidente del Coni si è appellato ai politici e al governo, riguardo la questione dell'approvazione della legge sugli stadi, che tarda ad arrivare.

La legge sugli stadi tarda ad arrivare, nonostante le continue pressioni del presidente del Coni Gianni Petrucci. Lo stesso presidente ha oggi fatto appello ai politici e al governo, al fine di stringere i tempi su quella che sarebbe una svolta benefica per tutto lo sport italiano.

Intervenuto a margine dell'ultima Giunta Coni del 2012, Petrucci ha lanciato il suo appello a Governo e Parlamento: "Serve un colpo di reni, un rush finale. Cari politici e caro governo, dateci una mano: per approvare la legge sugli stadi basta la buona volonta', perche' non farlo? Mi domando perche' i governanti non vogliono prendersi questo applauso alla fine della loro gestione governativa da parte del mondo dello sport?".

Secondo il presidente del Coni è soltanto questione di buona volontà: "La legge sugli stadi non costa nulla. E' una legge che non riguarda solo gli stadi, ma anche i palazzi dello sport dove si possono svolgere tante discipline sportive. Perché non danno attenzione all'immagine di uno sport che ha grandi numeri, grandi sentimenti e muove grandi passioni? So benissimo che ci sono problemi più importanti, ma per approvare questa legge basta buona volontà".

Poi uno sguardo al futuro, che Petrucci vede comunque in ottica positiva per l'Italia dello sport: "Io sono per la continuità. Il Coni finora è sempre andato bene, è quasi banale dire con chi sto io. Pagnozzi è più capace di me e in questi anni ha dimostrato di saperci fare. E non lo dico io, ma tutti i dirigenti sportivi. Lo sport italiano conta ancora nel mondo, abbiamo passato dei momenti difficili ma il futuro è buono. Abbiamo passato momenti tristi, abbiamo cambiato sei capi del governo, ho avuto un buon rapporto con tutti, ma la sigla Coni fa ancora notizia e ha ancora una bella immagine. Il nostro pregio è avere avuto sempre dignità e compostezza".

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