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A Fuorigrotta arriva la squadra che ha permesso di salire alla ribalta al grande 'rimpianto' del patron abruzzese: "Durante la trattativa Verratti ci ho provato in tutti i modi".

Quella di domenica, non sarà una giornata qualunque per Lorenzo Insigne. Il Napoli attende la visita del Pescara, squadra con la quale il giovane attaccante si è preso le luci della ribalta. E patron Sebastiani non nasconde il rimpianto per non essere riuscito a trattenerlo anche nell'anno del ritorno in Serie A.

Ai tempi della sua esperienza in Abruzzo, il 'Corriere dello Sport' racconta di un Insigne poco incline alla vita mondana. I suoi amici più stretti erano Immobile, Maniero, Balzano (suoi vicini di casa nella zona nord della città) e Verratti. Spesso uscivano insieme, qualcuno ha gettato ombre sulle loro serate ma in realtà non eccedevano mai.

'Lorenzinho' mangia poco, non beve e non fuma, spendeva il suo tempo libero tra shopping e passeggiate sul lungomare e la sera giocando alla Play. Mai fuori dalle righe, mai uno stravizio: l'unica cosa in cui Insigne non si è limitato sono i tatuaggi. Non a caso Zeman su di lui disse: "Lo considero il giocatore più importante della squadra".

Il presidente del Pescara mastica ancora amaro per la mancata permanenza di Insigne in biancazzurro: "Ci ho provato durante la trattativa per il passaggio di Verratti al Napoli - ha rivelato Sebastiani - Avrei voluto trattenere entrambi, ma l'inserimento del PSG ha fatto saltare tutto. Altrimenti con De Laurentiis, il solo dirigente con cui mi sono incontrato prima del Psg, avrei chiuso in dieci minuti. Anche quella volta si è dimostrato una persona di una correttezza unica. Però, sapevo che voleva riportare Insigne a casa sua a tutti i costi".

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