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Il portiere ha assistito a un parapiglia in un chiosco della città, e si difende dalle accuse dei tifosi: "So che nessuno è profeta in patria, ma non ho colpe sui goal presi".

Clima teso a Firenze per Emiliano Viviano. Il portiere della Fiorentina è infatti al centro di una contestazione da parte dei tifosi viola, che gli imputano molte colpe per il pareggio di domenica contro il Torino e sarebbe stato testimone di una rissa in un chiosco della città.

Secondo quanto riferisce ' Il Corriere Fiorentino', l'estremo difensore si trovava in un chiosco di bevande e panini nella zona delle case minime. A un certo punto, in base a quanto ricostruito dai Carabinieri, gli si sarebbero avvicinati un carabiniere non in servizio e un suo amico, che gli avrebbero detto: "Anche oggi hai fatto una papera".

Quella frase avrebbe scatenato la reazione di un uomo li presente, che si è scagliato contro i due, generando un parapiglia. Viviano poi sarebbe scappato in direzione opposta a quella dell'aggressore, negando alle forze dell'ordine di conoscerlo, nonostante questi si sia presentato loro come suo body guard.

Indubbiamente un episodio 'anomalo', che fa capire come il clima per Viviano non sia in questo momento dei migliori. Il portiere si è poi difeso dalle critiche ai microfoni di 'Radio Blu'.

"Conosco la città e anche la massima secondo cui nessuno è profeta in patria, ma incontro tante persone che mi dicono di non prendermela. - ha detto - Sulla prima rete non mi metto neanche a discutere, sulla seconda dico che dopo il liscio di Gonzalo era impossibile da prendere ed io sono uno che fa spesso autocritica. Avrei parato solo stando sul secondo palo, ma sarebbe stata una cosa senza senso".

"Ho piuttosto notato che nessuno o quasi ha fatto cenno alle due parate effettuate su Santana e Cerci. - ha dichiarato - La prima non era affatto male. Potevo fare meglio a Milano, dopo il palo di Mexes e anche contro l’Atalanta non sono stato troppo bravo".

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