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Il presidente esecutivo viola ha poi criticato duramente la Lega Calcio: "Mi sembra di poter dire con assoluta franchezza che la sua gestione sia assolutamente obsoleta".

Il presidente esecutivo della Fiorentina, Mario Cognigni, sogna in grande per il club viola. Il braccio destro dei Della Valle, intervistato in esclusiva dal 'Corriere dello Sport', annuncia nuovi investimenti nel nuovo anno e scommette sulla squadra di Vincenzo Montella.

"L'investimento nella società viola ad oggi supera i 200 milioni. Ma a fine stagione saranno molti di più. - ha dichiarato Cognigni - Lo Scudetto? Pur restando con i piedi per terra, dico che mai come adesso è possibile credere di andare al di là di tutto. Di andare incontro ai sogni. Anche le big stanno andando nella direzione di un’oculata gestione economica, basta guardare Inter e Milan. Per questo dico che le idee, le nostre idee, possono fare la differenza".

Poi sul progetto riguardante l'area Mercafir e il nuovo stadio. "La Fiorentina come visione d’insieme, se considerata una struttura societaria e non solo sportiva, è stata e sarà sempre disponibile a valutare la possibilità di operazioni che possano creare valore aggiunto, che non diano solo un tornaconto economico immediato", ha affermato Cognigni.

Dal dirigente viola arriva poi un duro attacco alla Lega Calcio. "E’ il dottor Mencucci che ha la delega per la partecipazione alle riunioni di Lega. - ha precisato - Anche da quanto ci riferisce in Consiglio il nostro ad, mi sembra di poter dire con assoluta franchezza che la gestione della Lega sia del tutto obsoleta, un organismo che di corporativo ha ben poco, dove ognuno cerca di coltivare al meglio il proprio ristretto orticello, magari dall’alto di un potere maturato da una lunga esperienza, dove regnano metodiche di funzionamento non adeguate per affrontare le prossime importanti sfide del Sistema Calcio Italia".

"Non a caso Diego Della Valle aveva prospettato una 'governance' esterna mutuabile da quella della Borsa italiana. - ha aggiunto - La nostra cultura lavorativa è spesso in contrasto con quanto ci viene rappresentato e, forse, ci sarebbe bisogno di una ventata di soggetti e idee nuove".

Infine alcune disquisizioni sul concetto di 'gentiluomo' e sulla mancanza di gentiluomini nel mondo del calcio. "Per me essere gentiluomini significa soprattutto avere il coraggio delle proprie scelte delle proprie dichiarazioni, pubbliche e private; - ha detto - non cercare di scaricare su altri responsabilità per decisioni assunte pro-domo-propria. Certo, non è da gentiluomini raccontare amenità su incontri mai avvenuti, né tantomeno nascondere l’esistenza di accordi già presi".

"Comunque il futuro della Fiorentina è troppo bello e intrigante da vivere e scoprire per perdere altro tempo a voltarsi indietro. - ha concluso - Se proprio devo farlo preferisco ricordarmi dei veri gentiluomini, quelli come Ujfalusi. E, ad immagini negative di capitani di cartapesta e professionisti del sabato sera, mi piace sovrapporre la faccia limpida e trasparente di un uomo di 35 anni che per questa maglia lotta come un ragazzino". Chiaro il riferimento a Luca Toni e David Pizarro.

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