La nostalgia canaglia di Mourinho: "Sono andato al Real per fare la storia, ma ho ancora l'Inter nel cuore. Quanti ricordi in nerazzurro..."

Il tecnico portoghese, in una lunga intervista concessa ad una tv lusitana, confessa il suo eterno amore per i colori nerazzurri: "All'Inter felice come da nessun'altra parte".
Josè Mourinho e l'Inter, sarà eterno amore. Il tecnico portoghese infatti, in una lunga intervista andata in onda lunedì sera sulla tv portoghese TVI, e riportata oggi dalla 'Gazzetta dello Sport', ha confessato di non aver ancora dimenticato le emozioni vissute in nerazzurro.

"L'Inter è il club in cui mi è piaciuto di più stare. Nessun altro mi ha regalato la stessa felicità. L'Inter è una famiglia e io appartengo alla famiglia nerazzurra per sempre. Quando l'ho lasciata ho pianto più di una volta. Ho vissuto in un ambiente fantastico, dalla Pinetina, dove ci si allenava, a San Siro".- ha spiegato nostalgico lo Special One.

Quindi Mourinho ha rivelato il reale motivo che l'ha spinto a lasciare il nerazzurro per il blanco del Real Madrid: "Anch'io mi sono chiesto perché l'ho fatto. E' giusto, allora, che lo spieghi. Era la terza volta che il Real mi proponeva la sua panchina. I miei amici dicevano che potevo essere un grande allenatore, ma se non fossi diventato campione con il Real Madrid nella mia carriera sarebbe sempre mancato un qualcosa. Capello ce l'aveva fatta. Allora ho deciso di impegnarmi personalmente con Florentino Perez. E ci sono andato. Ma per l'Inter ho una nostalgia che è sempre presente".

Il tecnico portoghese ha poi raccontato alcuni aneddoti interessanti del suo periodo italiano: "Il mio primo scudetto all'Inter non lo abbiamo vinto in campo bensì al centro sportivo di Appiano Gentile. Era un sabato e il nostro inseguitore era il Milan, che nell'anticipo di quella sera era stato battuto rendendoci così campioni. Era la terz'ultima di campionato e noi dovevamo giocare il giorno dopo col Siena. Al centro esplose subito la baldoria, con tutta la squadra a chiedermi di andare a festeggiare in Piazza Duomo assieme ai tifosi. Io ho pensato che se fossimo  andati in piazza non saremmo stati a letto prima delle tre-quattro del mattino e poi l'indomani saremmo scesi in campo stanchi e addormentati rischiando di interrompere la nostra striscia di vittorie. Ho allora pensato fosse giusto non farlo".

Lo Special One prosegue: "Quando già ero in camera mia pronto a coricarmi ha bussato alla porta Júlio Cesar. Il suo era un grido di dolore, piangeva a dirotto implorandomi di andare a Piazza Duomo. Quelle parole mi hanno lasciato traballante. Alla fine ho deciso di accontentare i ragazzi. I tifosi quando ci hanno scoperto sono diventati pazzi. Siamo tornati ad Appiano verso le tre di domenica e nel pomeriggio i giocatori sono stati fantastici, dando tutto per non perdere l'imbattibilità e per non consentire agli avversari di dire che avevano battuto i neocampioni d'Italia".

Infine Mourinho ha ribadito il proprio amore per i colori nerazzurri: "Questi ricordi, lo ripeto, mi procurano tanta nostalgia. Gioisco per i successi dell'Inter e soffro quando l'Inter viene battuta o fermata, com'è successo in queste ultime settimane... Fra l'altro, l'unica volta in vita mia in cui ho vinto ai rigori è stata la Supercoppa Italiana conquistata contro la Roma, il primo dei miei trofei nerazzurri. E' che quando si va ai rigori per decidere il vincitore mi assale il panico. Così perdo sempre, compreso l'ingresso a due finali di Champions League con Chelsea e Real. Soltanto l'Inter mi ha regalato anche questa gioia".