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Il patron biancoceleste è tornato anche sul raid a sfondo razziale contro i tifosi del Tottenham: "Attribuendo l'azione ai nostri tifosi è stata fatta disinformazione".

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ospite della trasmissione 'Novanta minuti', in onda su 'Raisport', ha parlato degli obiettivi in campionato della formazione biancoceleste, impegnata stasera nel posticipo contro l'Udinese, ed è poi tornato sul raid di natura razzista avvenuto la scorsa settimana a Roma contro i tifosi del Tottenham.

"Se la Lazio può rientrare nella lotta Scudetto? Deve avere consapevolezza dei propri mezzi e continuare a giocare partita dopo partita con grande umiltà, - ha affermato il patron - i conti li faremo alla fine. Chi è l'anti Juve? Credo sia prematuro dire adesso quale squadra possa diventarlo. Questo è un campionato dove conterà molto la tenuta delle squadre ed è troppo presto sbilanciarsi in questo momento".

Poi sulla sua gestione del club. "Il peggiore errore che ho commesso? Sbagliare è umano. - ha spiegato - Il più grande che ho fatto è stato quello di inserirmi in un meccanismo che pensavo fosse diverso, un sistema dove invece tutto sembrava permesso. Ma io sono un combattente e lavorerò sempre con l'intenzione di provare a migliorare il sistema".

Lotito ha quindi detto la sua sulla riforma dei campionati, che ritiene positiva per il sistema: "Scendere a 60 società significa favorire l'incremento economico a disposizione per quelle che partecipano al campionato e creare maggiore competitività".

Infine il patron biancoceleste si è espresso sul brutto episodio del raid a sfondo razzista contro i tifosi del Tottenham, con le indagini che hanno dimostrato l'estraneità del club capitolino. "E' stata attribuita la paternità di quell'azione ai tifosi della Lazio quando non è così. - ha detto Lotito - Questa cosa ha sporcato l'immagine della nostra società e non è giusto fare disinformazione. Bisogna documentarsi prima di accusare".

"La prima cosa che ho fatto - ha concluso - è stata accertarmi di eventuali responsabilità della tifoseria, intendo quella organizzata. Ho subito capito che loro erano estranei e mi sono reso disponibile per una visita al tifoso più gravemente ferito e a trovare una stanza d'albergo, alla quale abbiamo provveduto, per alcuni parenti del ragazzo".

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