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I suoi numeri al Napoli sono spaventosi: "Non sono arrivato a Napoli per fare di più di Maradona. Sono arrivato qui per entrare nel cuore della gente".

Quello che si avvia alla conclusione, è stato un turno di campionato favorevole al Napoli. Le sconfitte di Inter e Juventus ed il pareggio della Fiorentina, hanno permesso ai partenopei di prendersi non solo il secondo posto in solitaria, ma di avvicinarsi in maniera importante alla vetta.

A Napoli sono in molti a sognare lo scudetto ed Edinson Cavani, intervistato dal settimanale Chi, ha ammesso di credere molto in questo traguardo: "Lo scudetto non è un sogno così lontano. La Juve è raggiungibilissima. Diciamo che io e la mia squadra siamo sul pezzo".

Da quando è arrivato a Napoli sta segnando con una regolarità spaventosa, il bomber uruguaiano però allontana facili paragoni: "Non sono arrivato a Napoli per fare di più di Maradona. Sono arrivato qui per entrare nel cuore della gente e lasciare un segno nella storia della mia società".

Cavani attribuisce alla sua famiglia molti dei meriti del suo successo: "Per me è un periodo eccezionale e di questo devo ringraziare in primo luogo la mia famiglia. E' qui che trovo tutta la forza di cui ho bisogno: nella dolcezza di mia moglie, nell'allegria di mio figlio. E in Gesù, il mio idolo. La nostra vita deve essere indirizzata a Dio. Lui ci riempie di talenti e noi dobbiamo impegnarci per metterli in mostra, per noi e per rendere testimonianza della sua grandezza. Quando sono sul campo voglio vincere a tutti i costi, fatico a digerire le sconfitte: nella vita si può essere miti come colombe, ma in campo noi calciatori dobbiamo essere aquile. Io studio per questo".

Il Matador è uno di quei giocatori che non sono mai finiti al centro della cronaca rosa: "Mai corteggiato una dello spettacolo. Non le conosco. Sono stato da Maria De Filippi solo perché mia moglie è una sua fan, ma, a differenza di tanti miei colleghi, non so distinguere una velina da una conduttrice. Delle Ferrari posso farne tranquillamente a meno. La PlayStation? Non mi entusiasma, preferisco passare il tempo libero nella natura: quando mi ritirerò tornerò in Uruguay e farò un lavoro a contatto con gli animali. Il miglior attaccante di sempre? Quello che amo di più in assoluto è Batistuta. Ma è Gesù l'attaccante più forte nella storia di tutti i tempi".

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