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Il tecnico bianconero ha tenuto a rapporto la squadra, cercando di capire le cause del ko di Milano. All'orizzonte un doppio decisivo impegno, contro Toro e Shakhtar.

Il ko di San Siro non è per nulla andato giù ad Antonio Conte. Alla Juventus è mancata soprattutto la fame, l'ingrediente principale dei suoi successi. E' stato questo uno dei temi toccati ieri dal tecnico bianconero, che ha tenuto a rapporto la squadra dopo la sconfitta col Milan. Un modo per sgridarla, ma anche per cercare di capire le cause dell'improvviso stop.

Una serataccia arrivata dopo l'impresa col Chelsea, che forse, consapevolmente o meno, ha prosciugato le energie psicofisiche del gruppo. Alla Juve - è l'opinione dominante - è mancato più che mai l'apporto in panchina dell'allenatore, che rientrerà dalla squalifica a Palermo, il 9 dicembre. Una data ormai vicina, ma prima bisognerà affrontare al 100% i prossimi due appuntamenti: il derby col Torino e la trasferta di Donetsk, decisiva per l'accesso agli ottavi di Champions.

Vietato fallire ancora, e anche per questo ieri Conte ha voluto insistere su alcuni aspetti che non dovranno più essere trascurati. Questa Juventus, per quanto forte, diventa una squadra quasi normale se non affronta tutti gli avversari, qualsiasi essi siano, con gli 'occhi della tigre'. A consolare il tecnico, c'è il ricordo del recente ko con l'Inter, che ha rappresentato un buon trampolino di lancio per la successiva riscossa della squadra.

La speranza è che il passo falso con i rossoneri faccia lo stesso effetto ai giocatori. Una speranza condivisa anche da Marotta e Nedved, arrivati a Vinovo per far sentire al gruppo la vicinanza della dirigenza, ed anche per capire i motivi alla base della brutta figura rimediata a Milano.

Una serata di cui non sono piaciute tantissime cose, sfogo di Quagliarella compreso. L'attaccante, che ha insultato Alessio al momento del cambio, verrà sicuramente multato: basta polemiche, è tempo di far quadrato.

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