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I rossoblù respirano grazie al successo sull'Atalanta, interrompendo la serie 'horror' di sconfitte consecutive. Resta la consapevolezza di non poter fare a meno di uomini cardine.

Delneri, buona la sesta: il Genoa si risolleva nel momento più difficile sul piano psicologico, dopo sei sconfitte di fila (cinque nella gestione Delneri), di cui l’ultima è la più dolorosa, nel derby con la Samp. A Bergamo arriva un successo scaccia-crisi che toglie i rossoblu dall’ultimo posto in classifica e, ultimo ma non per importanza, rilancia il morale di un gruppo sotto pressione.

COSA VA – Contro l’Atalanta si è visto un Genoa molto compatto, “denso” a centrocampo e attento in difesa, capace di controllare per un’ora di gioco l’arrembante Atalanta di Colantuono, che prima del match di ieri vantava il doppio dei punti conquistati in classifica dai rossoblu. Buone anche le linee di congiunzione tra centrocampo e attacco: nonostante lo schieramento ad unica punta (Borriello), la formazione di Delneri è riuscita a impensierire la retroguardia bergamasca cinque volte nella prima frazione di gioco, soprattutto grazie agli inserimenti dei centrocampisti, trovando anche il gol che ha deciso le sorti del match con l’incursore Bertolacci.

COSA NON VA - Il Genoa si sta rivelando dipendente da alcuni suoi elementi-chiave: usciti Borriello e Vargas – entrambi ancora in condizioni precarie, ma determinanti anche così – la formazione rossoblu è andata in sofferenza, subendo la reazione di un’Atalanta che aveva mutato pelle schierando pressoché tutti i giocatori offensivi a disposizione. I rincalzi non sembrano all’altezza dei titolari, quindi, e questo difetto andrà sopportato almeno fino a gennaio, quando Preziosi dovrà intervenire sul mercato per implementare la rosa.

TOP & FLOP – Rimasto inoperoso per tutto il primo tempo, Frey è salito in cattedra nella seconda parte della ripresa, scongiurando il pareggio dell’Atalanta con una serie di interventi prodigiosi, che riscattano un periodo di relativo appannamento e riaffermano l’importanza del portiere francese nel contesto tecnico del Grifone.

Jankovic a corrente alternata: il neo-capitano rossoblu, probabilmente a causa della pubalgia che lo affligge, incappa in partita in chiaroscuro, con qualche errore di troppo appena mitigato da qualche sporadica giocata di buona fattura. Si sacrifica molto, ma non sempre è lucido a sufficienza per incidere.

CONSIGLI PER IL MISTER - Con Borriello in squalifica, si aprono due strade in vista dell’importante match contro il Chievo: ridare fiducia al 4-4-1-1 visto a Bergamo, con Bertolacci alle spalle di un’unica punta (Immobile?), o ritentare la via del 4-4-2, con Immobile affiancato da un giovane (Hallenius?). La seconda opzione appare, al momento, la più rischiosa, vista la disparità di livello mostrata sinora fra il titolare Borriello e le sue riserve. Nonostante che l’impegno casalingo contro una formazione abbordabile richiederebbe più spregiudicatezza, il modulo di Bergamo appare più congeniale per mettere in risalto le doti migliori in possesso all’organico genoano.

IL FUTURO - La partita con il Chievo, in programma domenica prossima a Marassi, è il classico appuntamento da non sbagliare: vincendo, i rossoblu darebbero un segnale importante al proprio campionato, e forse uno “strappo” con la zona retrocessione in caso di risultati favorevoli da altri campi. La vittoria a Marassi manca addirittura dal 26 agosto: un’infinità, specie se si considera che il Ferraris è sempre stato considerato il fortino dove il Grifone costruisce le sue fortune. E’ tempo di ripristinare la tradizione.

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