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Da quando è atterrato a Torino Riccardo Meggiorini ha disputato 682 minuti senza andare a segno, la curva lo fischia ma il tecnico lo difende e lo paragona all'asso olandese.

Altrove avrebbe trovato ben poco spazio, invece a Torino Riccardo Meggiorini le sta giocando quasi tutte, dodici presenze in tutto ma ancora nessun goal. Ripiega, corre, fa a sportellate, tira, copre, salta, suda, ma ancora non segna. Non importa, Giampiero Ventura crede in lui e continua a schierarlo e a difenderlo, anche pubblicamente, come quando col Bologna lo elogiò per essere rimasto in campo nonostante un problema muscolare.

Domenica, alla sua uscita dal campo nel match pareggiato contro la Fiorentina, la tifoseria granata gli ha riservato solo fischi, ma si sa, quando un attaccante non segna non c’è modo di conquistarsi posto nel cuore dei tifosi. Eppure il tecnico, principale artefice dell’ottima partenza del Toro in questo campionato, non ha dubbi: Meggiorini deve giocare, perché questa è una scommessa che vuole vincere. I due si conoscono dai tempi di Bari quando l'attaccante si mise in mostra sul palcoscenico della A e adesso vuole dimostrare di che pasta è fatto.

"Contestarlo è sbagliato. Ha interrotto almeno cinque o sei manovre viola, nel primo tempo la Fiorentina non ha creato nessuna azione pericolosa e il merito è anche suo – lo difende Ventura a spron battuto – Non ci si può aspettare che faccia quello che faceva Van Basten, ma può comunque essere importante per la squadra seppur in maniera diversa".

E se c’era davvero bisogno di scomodare il ‘Cigno di Utrecht’ possiamo stare certi che Ventura crede fortemente in Meggiorini, e solo il tempo potrà dargli ragione.

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