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Il presidente rossoblù accusa senza mezzi termini l'arbitro Celi, autore, a suo dire, di almeno un paio di sviste decisive per l'economia del match, vinto di misura dalla Samp.

Nona sconfitta su 14 partite di campionato per il Bologna. La formazione rossoblù, sconfitta di misura dalla Sampdoria, è ora ultima in classifica, alla pari con Pescara e Siena. La situazione è quella che è, ma oggi la squadra, secondo il presidente Albano Guaraldi, non ha affatto demeritato, ed anzi ha pagato le incertezze dell'arbitro Celi, i cui "evidenti errori" hanno "condizionato" la gara di Marassi.

"Credo di essere uno dei presidenti meno polemici di tutta la serie A perché so che arbitrare è difficile e che tutti possono sbagliare - ha spiegato il massimo dirigente del Bologna - Oggi però una prestazione convincente della nostra squadra è stata vanificata da un episodio molto discutibile e da un errore arbitrale che hanno condizionato il match".

Il riferimento è "alla mancata concessione di un cambio rimessa laterale in occasione del goal della Sampdoria, dopo che il pallone era scivolato dalle mani del giocatore blucerchiato ed è entrato sul terreno di gioco".

Inoltre, Celi, a suo dire, si è macchiato di un errore "ancor più clamoroso", cioè "la mancata concessione di un rigore nettissimo per un fallo di mano volontario di Rossini", episodio accaduto nel finale di gara. Il Bologna perde ancora, il Bologna non si dà pace.

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