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'Leonardobi' è il nome del soldato risvegliato da Alberto Ferrarini, il "motivatore" di Bonucci. Svelato il personaggio che ha condotto il difensore nell'undici bianconero.

Le qualità di Leonardo Bonucci sono ormai note e sotto gli occhi di tutti. Il suo percorso di crescita al centro della difesa della Juventus però non è stato sempre positivo e lineare, infatti, le buone partite venivano spesso cancellate da pesanti errori che demolivano la fiducia del supporter sugli spalti, ma non la fiducia che lui riponeva in se stesso.

Reagire non è una cosa semplice, far cambiare idea a migliaia di tifosi ancora meno. Fatto sta che Bonucci ora è l'inamovibile difensore centrale della Juventus (e della nazionale) con un ruolo da playmaker basso che forse nessuno si aspetava potesse svolgere con così tanta autorevolezza. Il segreto? Questo successo è in parte da attribuire ad Alberto Ferrarini.

Alberto, 41 anni, trevigiano di Cornuda, è noto alla cronaca per essere stato il "motivatore" di diversi personaggi legati al mondo dello sport. Ha conosciuto Leonardo quando era relegato in tribuna a Treviso e in soli 4 anni è riuscito a dare una svolta alla sua carriera, al punto da essere quello che oggi noi tutti conosciamo.

C'è un soldato che lotta in campo con Leonardo, neanche lui lo sapeva e a metterlo in conttato con il suo animo guerriero ci ha pensato proprio Alberto. Ha anche un nome: Leonardobi. "C'è da sempre, solo che non lo sapevo" - spiega infatti il difensore della Juve sulla pagine della 'Gazzetta dello Sport' - "A Treviso stavo perdendo autostima, fiducia e la mia carriera era in pericolo. Con Alberto ho ritrovato serenità."

I metodi utilizzati sono segreti appartenenti al campo della numerologia, del pensiero positivo, della tradizione indiana e di altre culture e discipline molto diverse tra loro. Ma alberto non si definisce un "motivatore" o un "mental coach", il suo lavoro consiste nel risvegliare le qualità che ognuno ha dentro di sé. "Ho trovato grande valore nella simbologia, numerologia, nel pensiero positivo e nella cura dell'istinto. Tutte culture che trasformate in "discipline" aiutano a far emergere la straordinaria potenzialità che è dentro ognuno di noi», così Alberto spiega il suo lavoro.

Nessuno dei due però rivela quali siano le pratiche precise perché son cose che restano tra loro. Leonardo lo chiama due, tre volte a settimana e sempre prima di una partita, si carica di energia positiva e scende in campo consapevole della sua forza. I limiti, al di là delle discipline praticate per risvegliare il guerriero che è in lui, sono chiari: ad un certo punto tocca solo e soltanto a Leonardo Bonucci dimostrare chi è e quali sono le sue qualità. Domenica sarà chiamato in battaglia ancora una volta, il match con il Milan incombe...

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