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Il centrocampista olandese è convinto delle potenzialità dei rossoneri: "Stiamo crescendo, siamo una squadra giovane ed affamata. Il -17? Vedrete cosa cosa sapremo fare..."

Se c'è un giocatore che rispecchia perfettamente l'andamento del Milan, quello è Nigel De Jong. L'inizio di stagione dell'ex centrocampista del Manchester City è stato al di sotto delle aspettative, quasi disastroso. Ma pian piano, così come tutto il Milan, sta ritrovando la strada giusta. Il suo ringhio a centrocampo sta diventando sempre più forte, e De Jong non vede l'ora di farlo ascoltare alla Juventus.

I bianconeri arriveranno a San Siro carichi a mille. All'olandese toccherà marcare Pirlo, e per fermarlo pensa di sfruttare proprio un punto di forza della Juve: "Una cosa è certa: se li lasci giocare, non ti lasciano scampo. Il pressing è la loro arma vincente, ma scopriranno quanto sappiamo essere aggressivi", parole, quelle rilasciate a 'Tuttosport', che suonano quasi come una minaccia.

Il meno 17 in classifica, però, non è bellissimo da vedere: "Il campo ha detto questo. Il campo ha anche detto che abbiamo perso diverse partite per un solo gol di scarto, quasi sempre senza che meritassimo di perdere. Errori incredibili, non dobbiamo più ripeterli". Anche perchè il Diavolo..."Sta decisamente bene. Nelle ultime due partite ci siamo sistemati. Credo per sempre. E la Juve si accorgerà che siamo tornati il Milan".

"Scusate il ritardo", sembra voler dire De Jong: "Bisognava capire il sistema di gioco. Ma siccome lo cambiavamo spesso, tutto diventava più complicato. E’ una squadra nuova, con compagni nuovi, con giocatori che giocavano in ruoli diversi. Ovvio che ci volesse tempo. Adesso credo che si possa continuare con questo modulo (4-3-3, ndr ). Personalmente, pensavo di inserirmi più in fretta. Ho impiegato troppo tempo. Ma adesso mi sento anch’io meglio".

Cos'è adesso il Milan? Il numero 34 rossonero lo sa bene: "E’ una squadra giovane e affamata. E’ un gruppo al quale le ultime due gare hanno regalato grande forza e grande convinzione dei mezzi. Per questo, malgrado ci siano 17 punti tra noi e loro, vedrete cosa sapremo fare".

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