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L'ex allenatore di Torino e Fiorentina ha parlato della sfida in programma domenica; "Partita complicata, Montella è un brutto cliente. L'infarto? La morte è mia tifosa".

Alessio Cerci, doppio ex. Aldo Agroppi, doppio ex. Il secondo parla del primo, in vista della sfida tra Torino e Fiorentina prevista nel prossimo turno di campionato: l'esterno affronterà i suoi vecchi viola che lo hanno scaricato proprio nell'ultima estate.

A parlare dell'ala ci ha pensato, come detto, Agroppi, ex allenatore della Fiorentina e vecchio centrocampista del Torino: "Se avesse la mia testa avrebbe già vinto tre Palloni d’oro. Ha qualità da fuoriclasse ma a volte fa delle cose che non fanno neanche alla sagra della porchetta. E' un grande mezzo giocatore. E’ troppo discontinuo, speriamo cresca".

Dopo tali, simpatiche, dichiarazioni, il classe 1944 si è soffermato sulla gara di domenica: "Per il mio Toro questa è una partita complicata. La Fiorentina di Montella è un brutto cliente, difficile da affrontare e imprevedibile. E allora noi faremo quel che potremo, puntando sulle nostre qualità e sul carattere".

L'allenatore di Piombino non è mai banale: "Come sto? Ora bene. L’anno scorso ho avuto un infarto, ho visto la morte in faccia, brutta davvero. Ma la morte mi ha risparmiato. E allora adesso ringrazio Dio, la mia famiglia e... la morte che non mi ha voluto, forse perché è una mia tifosa".

Tra poco si rivedrà il derby: "Lo stadio nuovo della Juventus è una forza in più per loro" afferma a 'Tuttosport'. "Temo che non ce la faremo ma i miracoli a volte accadono. Piuttosto mi piacerebbe che i tifosi si dessero una regolata. Basta sentire da parte bianconera cori che fanno riferimento alla tragedia di Superga e basta ascoltare da parte granata cori con riferimento alla strage dell’Heysel o contro Scirea".

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