thumbnail Ciao,

La crescita del giovane attaccante italo-egiziano è andata di pari passo con l'aumentare dell'ombrosità del Papero, che si vede sempre più oscurato. Ed i rapporti con Allegri...

C'è l'ombra di una cresta che fa goal a grappoli, nel 'malessere' palesato da Alexandre Pato nel dopo partita del match vinto dal Milan sull'Anderlecht.

In quella richiesta di maggiore spazio - "sennò vedremo..." - rivolta al proprio tecnico, c'è tutta la somma di un rapporto ormai compromesso (si ricorderà la famosa intervista dell'inverno scorso in cui il Papero lamentava l'incomunicabilità con Allegri, messo a paragone con 'papà' Ancelotti), cui ora si aggiunge anche il fatto di verdersi scavalcato in pianta stabile dal rampantissimo El Shaarawy.

E che la 'sofferenza' sia non solo tecnica, ma anche e soprattutto di feeling, lo sottolineano le parole reciprocamente amorevoli che invece si rivolgono il Faraone e l'allenatore rossonero, che peraltro sa bene che senza le reti - numerose e inattese - dell'attaccante italo-egiziano la sua panchina sarebbe già stata trasferita al parco Sempione.

Davvero devote le frasi di El92 al termine della gara di Champions vinta a Bruxelles: "Sedici goal stagionali? E' una grandissima soddisfazione, sono davvero molto contento - dice a 'Tuttosport' - Sto vivendo un periodo fantastico: a inizio stagione mi sarebbe piaciuto arrivare in doppia cifra e ci sono arrivato in due mesi, segno e riesco ad aiutare la squadra. Obiettivi? Sinceramente non ne ho di ben precisi, io penso partita dopo partita".

"Rispetto all'anno scorso - spiega poi El Shaarawy - ho acquisito più esperienza e, soprattutto, mi è stata data fiducia sin dall'inizio. Una fiducia che è rimasta tale nonostante nelle prime due partite non fossi andato bene. Per questo devo tanto ad Allegri . In più mi ha insegnato che, prima di tutto, è importante correre e aiutare la squadra in fase difensiva. Farlo, è molto appagante. E, non è un caso, ogni volta che riesco a far bene questo lavoro, arriva pure il goal...".

Già, la fiducia, un bene prezioso che invece l'intristito Pato non ritiene più gli venga concessa. Almeno finchè non dimostri di essere tornato alla piena efficienza con continuità.

Sullo stesso argomento