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L'ex centrocampista offensivo e capitano del Napoli sconvolge la platea del convegno 'Il calcio tra regole, lealtà sportiva ed interessi (criminali?)'. Presente anche Palazzi...

Le combine nel calcio? Non sarebbero un 'vizio' moderno, ma una prassi molto diffusa in passato. Almeno a sentire Antonio Juliano, ex capitano e centrocampista del Napoli, che con una confessione postuma, relativa a una sfida contro il Milan di 34 anni fa, ha sconvolto la platea di avvocati e magistrati del convegno 'Il calcio tra regole, lealtà sportiva e interessi (criminali?)'. Ad ascoltarlo, fra gli altri, anche un incredulo e imbarazzato Procuratore federale Palazzi.

"Con Rivera combinai un Napoli-Milan. - ha raccontato - Con un pareggio avremmo avuto la certezza di qualificarci entrambe in coppa Uefa. Così incontrai Rivera ed Albertosi negli spogliatoi, prima della partita, e decidemmo per il pareggio. Ne parlai coi miei compagni, spiegandogli quanto concordato con gli avversari: finì 1-1".

Naturalmente i protagonisti di quella 'combine' ante litteram non rischiano più nulla, ma fa sensazione che venga tirato in ballo il nome dell'ex numero 10 rossonero, da sempre considerato un esempio di correttezza e sportività nel mondo del calcio.

Per la cronaca, in quella sfida, giocata al San Paolo nell'ultima giornata del campionato 1977-78, segnarono Bigon per i rossoneri e Vinazzani. Nella sua carriera da calciatore, Juliano ha partecipato a 3 Mondiali con la Nazionale azzurra e ha vinto il titolo Europeo nel 1968.

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