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Concitato finale di gara domenica pomeriggio a San Siro. Moratti ha ordinato il silenzio, ci ha pensato lui a sfogare la rabbia nerazzurra.

Quella che si è vissuta in casa Inter, è stata una domenica tutt'altro che tranquilla. A renderla amara, è stata la decisione dell'arbitro Giacomelli di non assegnare al 90' un calcio di rigore per un fallo subito da Andrea Ranocchia.

Un episodio che ha mandato su tutte le furie Andrea Stramaccioni che, se solo pochi giorni prima aveva deciso di glissare sul rigore assegnato a Maxi Moralez in Atalanta-Inter, ieri non ce l'ha fatta a trattenere la sua rabbia.

Quando ha capito che non sarebbe stato fischiato il fallo di Astori su Ranocchia, si è girato verso la propria panchina ed ha urlato "Vergogna, vergogna!" e poi si è lamentato ancora spingendo il quarto uomo a suggerire all'arbitro di espellerlo. Una decisione alla quale Stramaccioni ha reagito chiedendo in un paio di occasioni a Meli di stringergli la mano.

A cercare di calmare il tecnico nerazzurro è stato Antonio Cassano che, dopo aver indirizzato l'allenatore verso il tunnel, si è lasciato andare a sua volta ad una breve protesta. L'aria è poi diventata più pesante nel tragitto che porta agli spogliatoi a fine gara, con alcuni giocatori dell'Inter che hanno chiesto più volte spiegazioni alla terna.

In tutto questo, è arrivato l'ordine di Moratti di non far parlare nessun tesserato a fine gara in segno di protesta, a render pubblica la rabbia nerazzurra ci avrebbe pensato lui qualche minuto dopo con parole durissime.

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