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Magic moment Aquilani, il centrocampista gongola e rivela: "Al Milan andavo in panchina perchè i rossoneri non potevano riscattarmi"

Il centrocampista viola, autore di una prestazione superba contro l'Atalanta, rivela un succoso retroscena di mercato: "Il Milan mi disse che non poteva riscattarmi".

Alberto Aquilani, dopo un avvio di stagione difficile a causa di alcuni guai muscolari, sta finalmente conquistando la Fiorentina. La doppietta di oggi, assieme all'assist per Toni in occasione del quarto goal viola, ha fatto impazzire la Fiesole.

Il centrocampista romano si gode il magic moment e, ai microfoni di 'Sky', dichiara: "Devo proseguire così, la squadra sta giocando un gran calcio ed è un momento molto positivo. Con Luca ho un rapporto di amicizia; volevo fargli fare goal a tutti i costi e ci sono riuscito".

Quindi Aquilani rassicura tutti sulle proprie condizioni fisiche e frena i facili entusiasmi: "Ci vuole pazienza ma anche i goal danno certamente morale. I sogni? Per ora godiamoci questo momento ed andiamo avanti; solo a dicembre se siamo ancora là in alto potremo cominciare a sognare''.

Infine il centrocampista viola racconta i suoi ultimi mesi di Milan, e svela un succoso retroscena di mercato: "La società è stata onesta con me e dopo Natale mi disse che non poteva esercitare il riscatto per otto milioni di euro. Mi misero in panchina per evitare di arrivare alla quota delle venticinque presenze".

Quota che avrebbe fatto scattare il riscatto automatico da parte dei rossoneri. Il Milan in estate avrebbe poi provato a riportare Aquilani agli ordini di Allegri, ma senza fortuna. Per la gioia di Montella e di tutto il popolo viola.

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