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Quella di lunedì per Cerci non sarà una partita come tutte le altre, il suo passato non si può cancellare. Ora però nessun spazio ai sentimenti e voglia di vincere col Toro.

Lunedì sera ci sarà Roma-Torino e per Cerci non è una gara normale: l'esterno del Torino si confessa a 'Il Corriere dello Sport' partendo dagli inizi fino al presente in maglia granata:

"Ricordo che feci un torneo col Valmontone, la squadra del mio paese e arrivammo inaspettatamente in semifinale. Segnai molti goal e fui convocato per uno stage estivo. Dopo quattro giorni di prova mi presero e fu Bruno Conti a comunicarcelo. Ho vestito la maglia della Roma per la prima volta a undici anni, è ancora nel mio cuore".

C'è anche qualche rimpianto: "Forse ho ricevuto troppi complimenti ma il mio pensiero era solamente giocare a calcio in modo spensierato e basta. Quando ero al Pisa Spalletti mi volle subito con lui ma mi infortunai gravemente e fui costretto a ripartire dall'Atalanta. Lasciare la Roma mi dispiacque un sacco, nella società non c'era chiarezza e non mi andava di restare nel guado: o nel progetto o fuori".

Una Roma quella di Cerci, imbottita di campioni: "Mi allenavo con gente del calibro di Totti, De Rossi, Emerson e Montella: non c'erano tanti spazi. Forse nella Roma di oggi ne avrei molti di più. Totti è un grandissimo, è umile e fa sentire i giovani a suo agio. De Rossi mi diede tanti consigli e lo ringrazio, spero che resti alla Roma. Zeman? E' tra i migliori, finora è stato solo sfortunato. Brava anche Rosella Sensi, una che capisce di calcio. Gli americani? Non li conosco ma spero che riportino in alto la Roma".

Un talento mai sbocciato del tutto però: "Bruno Conti mi definì suo erede, lo ringrazio ma lui è inarrivabile! A Firenze si creò su di me una nomea sbagliata, lasciai perchè c'era troppa prevenzione. Ora però sono contento al Toro e ringrazio Ventura e Cairo che hanno creduto e investito su di me".

Lunedi niente sentimentalismi quindi; "Ora gioco qui e penserò solo a vincere qui. Il nostro obiettivo primario è la salvezza, poi si vedrà. La Roma? E' da primi tre posti anche se per lo scudetto la favorita è indiscutibilmente la Juve".

Riguardo ai bianconeri svela anche una chicca di mercato: "L'anno scorso fui a un passo dalla Juve, non se ne fece più nulla poi forse quella idea sbagliata che in molti si sono fatti su di me. Ora però non ho nessun rimpianto e qui al Toro sto benissimo".

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