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Il presidente del Diavolo, come promesso, si è intrattenuto con la squadra, spronandola a dare il meglio nel prosieguo della stagione. L'abbraccio con El Shaarawy.

Come promesso da Adriano Galliani, Silvio Berlusconi non molla il suo vecchio Milan abbandonandolo ad una crisi che sembra senza fine, ed anzi non perde tempo accorrendo al suo capezzale appena rientrato dalla vacanza a Malindi nel 'resort' dell'amico Briatore.

Atteso per le 11,30 a Milanello, con tanto di una cinquantina di tifosi in attesa fuori dal centro di allenamento rossonero, il presidente del Diavolo è atterrato con il suo fido elicottero Agusta alle 12,10, interrompendo l'allenamento mattutino della squadra.

Ovviamente la seduta di rifinitura - alla vigilia della fondamentale trasferta contro il Napoli - è stata immediatamente sospesa, consentendo al patron di radunare i giocatori intorno a lui e pronunciare l'attesissimo 'discorso della svolta'.

Dopo aver abbracciato El Shaarawy, che gli aveva dedicato il suo primo goal in Nazionale, e stretto la mano ad Allegri e ad ogni singolo calciatore, Berlusconi ha pronunciato le parole che tutti i milanisti si auguravano, infondendo il suo proverbiale carisma nel cuore e nella testa della squadra.

Il discorso è durato in tutto una decina di minuti, dopodichè Allegri e la sua truppa hanno ripreso la sessione di allenamento. Il patron rossonero, si è poi prestato alle domande dei giornalisti: "Grazie alle cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva abbiamo risparmiato 130milioni di euro, una cosa impossibile da non fare con questa crisi".

In queste settimane si è parlato molto di un Allegri sulla graticola: "Se è qui è perchè ho fiducia in lui, nessuno deve scordare cosa ha vinto. Magari ridiscuteremo insieme del riposizionamento di Montolivo visto che mi ricorda Pirlo e poi la difesa non dovrà mai più essere a tre. El Shaarawy? Lui non è una sorpresa, è un ragazzo con i piedi per terra che ho voluto prendere io. Magari se cambiasse anche la pettinatura... ma comunque così è riconoscibile soprattutto per i vecchietti come me. Cosa ha detto Allegri? Niente, ha ascoltato. Noi per tradizione non esoneriamo gli allenatori, con lui andiamo d'accordo".

Berlusconi ha mandato un chiaro messaggio alla squadra: "Se sono qui per spronarli? Qui ci vuole ben altro. Io però voglio recuperare il tempo perso in questi anni, possiamo fare meglio di così. Ripartiamo da Allegri, su questo non c'è dubbio. Il mercato di gennaio? Fatemi prendere in mano la situazione, poi vedremo. Adesso che non ho più compiti istituzionali posso tornare ad occuparmi direttamente del Milan, me l'hanno chiesto Allegri, Tassotti e Galliani. Ibra? Quando ho visto il suo goal ho detto 'Madonna!', purtroppo abbiamo dovuto fare i conti con la crisi. I senatori che ci hanno lasciato sono 12, sapevamo che ci saremmo trovati ad affrontare dei problemi. Pato? E' un grande campione che ha avuto una serie incredibile di problemi, i medici però ci dicono che può tornare al top".

Berlusconi non ha chiuso le porte ad investitori stranieri: "Sono disposto a parlarne, per ora però non c'è stata alcuna trattativa. Se in futuro arriveranno proposte serie vedremo, magari potrebbero entrare i cinesi come sponsor. Vendere il club? Non avrebbe senso farlo ora, bisogna vendere al limite quando si è al top".

Infine un messaggio ai tifosi: "Per 26 anni sono andati avanti a caviale e champagne, ora è un periodo non facile nel quale bisogna ripartire dai giovani. Alcuni nostri supporter mi hanno fatto male, nei momenti difficili si deve essere tutti vicini, mi spiace vedere lo stadio vuoto".

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