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Il presidente biancoceleste si è concesso una lunga intervista nella quale ha parlato del big match dello Juventus Stadium, di Petkovic e del mercato prossimo venturo.

Dopo il derby vinto la Lazio torna a viaggiare a vele spiegate. L'ambiente biancoceleste ha ritrovato entusiasmo, quello giusto per andare senza paura a giocare in casa della Juventus. Sulla supersfida di Torino e molto altro ha parlato il presidente laziale Claudio Lotito, che si è concesso una lunga intervista al quotidiano 'Tuttosport'.

"Dell’effetto derby non temo l’euforia - esordisce il numero uno biancoceleste - , bensì i riverberi della partita. Lulic e Mauri, senza nulla togliere a chi li sostituirà, sono perdite importanti. Petkovic dovrà riassettare la squadra". La Juve non avrà Pirlo, ma per Lotito non fa molta differenza: "Non so se peserà più l’assenza di Mauri o di Pirlo. Parliamo di due squadre che si fondano sul collettivo e grazie al collettivo valorizzano i singoli".

Dopo la sconfitta con l'Inter i bianconeri sono tornati in piena forma, ma la partita sarà aperta a qualunque risultato: "Andiamo a Torino con la consapevolezza di affrontare una squadra importante - continua - , ma allo stesso tempo siamo convinti di potercela giocare alla pari e di poter mettere in campo tutte le nostre potenzialità". Lotito sottolinea che i bianconeri non saranno gli unici ad avere importanti impegni infrasettimanali: "Loro in Europa avranno il Chelsea, ma noi abbiamo il Tottenham".

Capitolo mercato. Lichtsteiner non è quello dell'anno scorso, La Juve ha pensato a Lulic, ma anche ad Hernanes...: "Non posso preoccuparmi dei loro affari - ribatte Lotito - . Posso solo rispondere che i giocatori non sono in vendita. Però Il mio modo di lavorare lo conoscete: io non ho mai messo nessun giocatore in vendita, ma se poi arriva una proposta indecente posso pure pensarci... Ma siamo a novembre e se non sbaglio il mercato riprende a gennaio".

Parole d'elogio per Petkovic, con il quale Lotito ha una forte sintonia: "Parliamo di un professionista che nel calcio a pochi precedenti. Fare paragoni non mi piace, posso solo dire che ogni tecnico è il migliore per il momento in cui viene scelto. Lui abbiana una forte carica umanitaria al suo essere poliglotta. Sicuramente tra noi c’è grande sintonia culturale".

Anche con Andrea Agnelli c'è sintonia, soprattutto per quanto riguarda le riforme del calcio italiano: "E’ parecchio attivo, ma lo sapete chi è stato il precursore. Con Andrea c’è un rapporto amicale, apprezzo le sue idee e la sua creatività. Insieme ad altri vogliamo cambiare il sistema, che di questo passo è destinato ad esplodere. I punti sono tanti,però la priorità è riformare i campionati riportando la serie A a 18 squadre".

Chiusura su Alessandro Nesta, e su un suo ritorno part-time che Lotito esclude categoricamente: "A noi servono giocatori, non vecchie glorie... Nesta è un pezzo glorioso della storia ma non può esserlo del futuro".

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