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L'olandese professa ottimismo: "Non siamo dei brocchi. Con Napoli, Juve e Anderlecht sono partite cruciali. Allegri mi ha migliorato giorno dopo giorno, è un buon allenatore".

L'importante è essere ottimisti, in fondo. Resta poco altro, a questo Milan sfiduciato, discontinuo, pesantemente in ritardo in classifica. L'ottimismo è quello di Urby Emanuelson, reduce dall'amichevole disputata con la sua Olanda contro la Germania e convinto sulle potenzialità rossonere.

"Siamo il Milan, non una squadra di brocchi - dice l'ex Ajax, intervistato in esclusiva dalla 'Gazzetta dello Sport' - Sono tempi dura, è una fase difficilissima. Ma finirà presto. Contro il Napoli e la Juve sono partite cruciali, così come lo è quella contro l'Anderlecht in Champions. Dobbiamo pensare partita per partita".

Si è discusso molto, tra le altre cose, del modulo che i rossoneri devono adottare. "Forse sarebbe meglio deciderne uno e andare avanti con quello. Ma credo che cambiare sia un modo per tenere tutti nel progetto. Nell'Olanda sto cercando di trovar spazio a sinistra nel 4-3-3, ma nel penso che nel Milan continuerò in attacco a destra".

Sotto accusa, nel brutto campionato del Milan, ci sono alcuni giocatori che non stanno rendendo come dovrebbero. Come De Jong. "Credo che debba abituarsi ai criteri degli arbitri italiani per le ammonizioni - lo difende Emanuelson - Pato? Capita a tutti di sbagliare un rigore, le cose stanno andando male per tutti".

Quel che è certo, comunque, è che il blasone rossonero non diminuirà mai. Nemmeno in tempi difficili come questi. "Se c'è da restare tanto tempo qui ci metto la firma. Questa non è una maglia qualunque - dice l'olandese - Allegri? Mi ha migliorato giorno dopo giorno, per me è un buon allenatore".

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