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"I nerazzurri mi sembrano sulla buona strada - dice l'attuale ct degli USA - I vostri tecnici? Vogliono migliorarsi sempre più e aprirsi al mondo e al calcio. Come Capello".

Lui che ha giocato nell'Inter dei record avrà probabilmente riscontrato più somiglianze con la macchina da guerra di José Mourinho che con questa versione nerazzurra. L'obiettivo, però, secondo Jurgen Klinsmann è il medesimo: vincere lo scudetto. Anche grazie a una presenza solida in panchina.
 
"Stramaccioni? Lo conosco - dice l'ex attaccante tedesco e attuale ct degli Stati Uniti, intervistato in esclusiva dalla 'Gazzetta dello Sport' - Qui da noi non è famoso come Trapattoni o Sacchi, ma si sta facendo un buon nome. Lo scudetto? Può vincerlo, perché è bravo ed è seguito dal gruppo".

"L'esperienza conta - continua Klinsmann, in nerazzurro per tre stagioni, dal 1989 al 1992 - ma anche un esordiente ha un'innocenza che può servire nei cambiamenti. L'Inter ha perso con l'Atalanta, ma mi pare sulla buona strada in questo senso: Stramaccioni ha portato freschezza e novità".

All'estero i nostri allenatori sono più considerati dei giocatori. "Non sono d'accordo - dice Klinsmann - d'altronde siete arrivati secondi agli Europei. Gli allenatori italiani vincono all'estero perché hanno avuto una buona scuola, e perché considerano ogni dettaglio. E poi vogliono migliorare sempre, aprirsi al mondo e al calcio. Come Capello, ad esempio".

Infine, due parole su Michael Bradley: il romanista ha segnato una rete nel 2-2 che gli Stati Uniti hanno strappato alla Russia dello stesso Capello. "E' uno dei nostri leader, e dice che è felice di essere a Roma. Ma del derby perso non abbiamo parlato".

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