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Alla vigilia di un periodo difficilissimo, il Napoli è alle prese con due problematiche: la questione dello stadio, nel mirino dell'Uefa, e le grosse pretese economiche di Zuniga.

In casa Napoli, la stagione sta per entrare in una fase delicata e senza dubbio decisiva, per la lotta Scudetto e per la qualificazione ai sedicesimi di Europa League, a cominciare da sabato sera quando gli azzurri ospiteranno un Milan malconcio ma pur sempre temibile.

I problemi però sono altri, primo tra tutti quello dello stadio e del comportamento dei tifosi partenopei, nel mirino dell'Uefa da diverso tempo. Già prima del match contro il Dnipro dello scorso 8 novembre, il massimo organo calcistico europeo aveva comminato una multa di 150.000 euro agli azzurri e aveva imposto di giocare a porte chiuse la sfida con gli ucraini. Decisione appellata dal Napoli tramite l'avvocato Mattia Grassani, e discussa prossimamente alla Commissione d'Appello dell'Uefa.

La sanzione accessoria di giocare senza pubblico era stata sospesa grazie al decisivo intervento della società di De Laurentiis che in pochi giorni era riuscita a eliminare i rischi inerenti agli intonaci pericolanti dello stadio San Paolo, ottenendo così all'ultimo minuto l'autorizzazione a far entrare il pubblico nell'impianto per la partita di giovedì scorso.

Ma dopo la partita, che ha visto lo show di Cavani con uno strepitoso poker, i delegati Uefa si sono nuovamente accaniti contro l'impianto napoletano, e stavolta - come spiega il quotidiano 'Il Mattino' - il rischio di giocare a porte chiuse la decisiva sfida contro il Psv Eindhoven del 6 dicembre è altissimo. "Reiterata introduzione ed accensione di fumogeni, occupazione indebita delle scale di fuga e nuova constatazione di intonaci pericolanti in alcuni settori del San Paolo": sono queste le motivazioni che con molta probabilità spingeranno la Commissione Disciplinare e di Controllo dell'Uefa ad avviare un nuovo procedimento nei confronti della società azzurra.

Come se non bastasse, ci si mette pure Zuniga a creare scompiglio in casa Napoli, come svela 'Tuttosport'. L'esterno colombiano, in scadenza di contratto nel 2014, tramite il suo agente Calleri ha fatto sapere a Bigon di volere un ingaggio decisamente più alto, passando dall'attuale milione scarso a circa due milioni di euro, che tradotto significa quasi quanto percepito da Hamsik. Certo, fretta non ce n'è, ma se le cose dovessero restare così l'anno prossimo il Ds napoletano dovrà adoperarsi per vendere Zuniga al miglior offerente, in un'asta che vedrà numerose squadre coinvolte, in particolare provenienti dalla Spagna.

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