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Il club nerazzurro è sicuro della propria posizione, mentre da Pechino emergono perplessità sull'intera operazione. I cinesi rischiano di pagare caro la loro titubanza...

Ci sono seri problemi tra l'Inter e il gruppo cinese che avrebbe dovuto traghettarla in una nuova era sportiva. Da parte nerazzurra, naturalmente, si tende a minimizzare. Gli unici ostacoli, a detta del club di Moratti, sarebbero dovuti alle difficoltà nel trasferimento di capitali, mentre da Pechino emerge una tesi opposta, e cioè che la CRCC - China Railway Construction Corporation - non sia più così convinta di andare avanti.

Massimo Moratti, ad ogni modo, non vuol sentire ragioni. Carta canta, ci sono gli accordi, firmati il 1° agosto, a stabilire i termini della collaborazione. Il gruppo orientale rileverebbe il 15% del pacchetto azionario, contribuendo alla costruzione del tanto agognato stadio di proprietà. Da Pechino vogliono tirarsi indietro, ma l'Inter minaccia di adire le vie legali, obbligando i suddetti imprenditori a pagare delle forti penali per insolvenza degli accordi presi.

Nulla, comunque, rispetto ai 55 milioni di euro promessi. Problemi burocratici hanno frenato il tutto, a cominciare dalle cinque autorizzazioni necessarie per sbloccare l'operazione (Ministero del commercio, Ufficio cambi, National Development and Reform Commission, Sasac e Consob locale), per finire con le perplessità della cordata sia sull'investimento in programma (con relativa copertura delle perdite) che sull'iter necessario per il nuovo impianto.

Secondo fonti cinesi, l’affare sarebbe "un equivoco destinato a chiarirsi nei prossimi mesi". Da Palazzo Saras, sede operativa di Moratti, si precisa che "non è saltata nessuna trattativa - riporta 'TuttoSport' - perché non si può neanche parlare di trattativa in quanto esistono dei contratti già firmati e vincolanti che non sono entrati ancora nella fase esecutiva. A tal proposito non c’è allarmismo, ma la volontà di lavorare per trovare una soluzione perché i contratti in essere diventino esecutivi".

Un chiarimento arriverà al momento dell'insediamento del nuovo Comitato centrale, organismo base della CRCC. A quel punto, potrebbe esserci un nuovo appuntamento tra le parti per prendere di petto la questione e capire se l'affare possa concretizzarsi o meno.

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