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Il capitano della formazione partenopea ha parlato di diversi argomenti, tra cui la sfida contro il Milan del prossimo turno: "Partita difficile, come sempre".

Molti si chiedevano che fine avesse fatto il Napoli da rimonta. Quella squadra che vinceva le partite, o al massimo pareggiava, in 'zona Mazzarri', habituè degli scorsi anni. Si è rivisto, nelle ultime gare, tutto ciò, con i tre punti ottenuti in Europa League (Dnipro) e Serie A (Genoa). Ora Paolo Cannavaro e compagni si preparano ad una nuova sfida, quella contro il Milan.

"Napoli-Milan è una partita difficile, i rossoneri anche in periodi come questo sono una squadra sempre da temere" ha rivelato il capitano partenopeo a 'Radio Marte'. A Genova si è vista grande unione: "L'abbraccio con Mazzarri sul 3-2 è stato spontaneo, nell'intervallo ci aveva detto che potevamo vincere".

A siglare il quarto goal ci ha pensaro Lorenzo Insigne: "Resterà a lungo a Napoli, è un 'Paolo Cannavaro' e non è facile essere un napoletano nel Napoli" ha scherzato l'ex Parma. "Il nostro è un gruppo bello e compatto con tanti fuoriclasse, ma nessuna primadonna".

Le critiche urtano tantissimo Cannavaro: "Dico che di base c'è una squadra forte, non si siamo mai rilassati. Non capisco tutte le critiche, ogni risultato negativo sembra che muore qualcuno. Questa è una società vincente, fortunatamente nello spogliatoio siamo bravi a isolarci. Andiamo per la nostra strada senza ascoltare le critiche dall'esterno".

Il Napoli non rinuncia a niente: "L'Europa League non ha nulla da invidiare tecnicamente alla Champions, il Napoli c'è e vuole esserci. Non vogliamo accontentarci, anche la Juventus sta facendo meglio dello scorso anno. L'importante è tenere il passo dei bianconeri, inoltre la Juve ha la Champions e magari possiamo raggiungerla nell'arco delle prossime settimane".

Intanto Cesare Prandelli continua a non vederlo: "Italia? Non c'è rammarico, sinceramente non la vedo proprio. Sinceramente non la guardavo nemmeno quando giocava mio fratello, guardo solo le grandi rassegne. In realtà guardo poco calcio in televisione".


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