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L'Italia risulta sempre più in difficoltà sugli introiti televisivi e sulla vendita dei biglietti. Intanto il resto d'Europa cresce: Inghilterra, Germania e ora anche Francia.

Sei miliardi e trecento milioni di euro: questa la cifra che stimano d'incassare in Inghilterra dagli introiti dei diritti Tv nei prossimi tre anni, oltre il doppio di quanto va a finire nelle casse della nostra serie A; alla faccia di chi diceva che le pay-tv svuotano gli stadi, Oltremanica aumentano anche gli spettatori: 35.815 in media, tra abbonamenti e biglietti singoli, contro i 18.581 degli stadi italiani.

Tuttavia se l'Inghilterra è nota per una ottima gestione manageriale del prodotto calcio, anche altri Paesi sono avanti rispetto all'Italia. La Bundesliga tedesca è prima in Europa per quanto riguarda le presenza allo stadio (45.124 a partita) èd è in crescita anche sui diritti Tv: nel quadriennio 2013-2017 ricaverà poco meno di 5 miliardi di euro.

A tallonarci in queste speciali classifiche c'è però anche la Francia, una Paese tradizionalmente meno calciofilo del nostro, almeno a livello di club. Nonostante la forte concorrenza del rugby, è infatti molto probabile che a fine stagione la media degli spettatori delle partite di Ligue 1, supererà quella degli stadi italiani.
  
Secondo il 'Corriere dello Sport', sono diverse le cause che hanno determinato la crisi economica del calcio italiano: da una parte le recenti norme antiviolenza, oltre a non avere risolto il problema sicurezza, hanno allontanato ulterioremente gli italiani dagli stadi.

Inoltre l'arretratezza degli stadi italiani di casa nostra è un fatto che quasi non fa più notizia. Dall'altra parte i diritti televisivi sono stati messi sul mercato senza valorizzarli a dovere. La speranza è che i vertici del calcio italiano, a breve rinnovati, mettano questi punti ai primi posti delle loro agende...

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