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Il direttore sportivo azzurro parla di presente e futuro soffermandosi su 'Matador' e allenatore, oltre ad aprire a possibili interventi nel mercato di gennaio.

E' un Riccardo Bigon a 'ruota libera', quello che parla di presente e futuro del Napoli. Sotto la lente, scorrendo le parole del ds azzurro, i pilastri del progetto: Edinson Cavani e Walter Mazzarri. Ma il dirigente parla anche di mercato e del 'crack' Insigne.

"Di Cavani non mi sorprende più nulla oltre tutto quello che mi ha fatto vedere. Anzi una cosa sì e non è poco: la dedizione al lavoro, la voglia che ha ogni giorno di allenarsi - sottolinea Bigon in un'intervista al 'Corriere dello Sport' - Paura dell'assalto al Matador la prossima estate? Dopo il rinnovo no. L'ho guardato negli occhi. Edi vuole stare qui".

Sull'allenatore livornese e i rumors su un suo possibile addio a fine stagione, il ds dice: "Se non parla lui del suo futuro, volete lo faccia io? Proprio no. A me da dirigente deve interessare che la dedizione dell'allenatore e il suo impegno siano al cento per cento rivolte alla squadra. E questo so che avviene e avverrà fino alla fine".

Sulla difesa a tre che in tanti stanno iniziando a utilizzare, il dirigente non ha dubbi: "Mazzarri ha segnato un'epoca tattica del calcio italiano, credo che gli vada riconosciuto. Diverso è parlare degli inventori. Quelli sono i padri del calcio: riveduto e corretto, il libero staccato con i due marcatori lo facevano Trap, mio padre. Lo facevano in tanti. Ma quando la facevamo noi alla Reggina eravamo i soli. Poi è arrivati Gasperini, un po' Spalletti a Udine".

Capitolo attaccante: si parla spesso del possibile arrivo di un 'vice' Cavani: "Prenderemo un attaccante se sarà meglio di Vargas - afferma Bigon - E io ricordo sempre che Vargas ha poco più di vent'anni, ha giocato solo quattro partite da titolare nel Napoli. Hamsik e Lavezzi ebbero la possibilità di crescere con calma, oggi per Vargas è diverso. Come per El Kaddouri. Centurion? Per ora lo seguiamo, punto".

Il cileno fin qui ha deluso, mentre il talento di Insigne continua a 'brillare': "Arrivai nel 2009, a ottobre, vidi Lorenzo e quel che faceva. Mi chiesi cosa stesse a fare in Primavera e lo mandammo alla Cavese a giocare. Poi Foggia, Pescara, poi è tornato ed eccolo qua. Lorenzo ha talento ed è un professionista vero, applicatissimo. Il futuro è nelle sua mani. E Mazzarri sa come gestirlo", racconta il ds azzurro.

Infine, uno sguardo sulla corsa al vertice: "Noi stiamo lì a dar fastidio e finché possiamo proveremo a darne tanto. Se qualcuno stecca, si ferma, noi dovremo essere bravi a farsi trovare pronti. Questo è il nostro ruolo. E non è per nulla riduttivo", conclude Bigon.

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