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Il centrocampista del Sion è tornato a parlare della sua ex squadra, criticando l'attuale gestione e prendendo come esempio l'acquisto di Niang: "E' stato un errore prenderlo".

Il Milan sta sicuramente vivendo uno dei periodi più oscuri della sua storia recente: i risultati non arrivano e l'allenatore è sempre sul filo del rasoio, ma ciò che più preoccupa i tifosi rossoneri è la mancanza di alcuni punti cardine, che da sempre hanno caratterizzato la società. Uno di questi è stato sicuramente Gennaro Gattuso che, come al solito, non fa troppi giri di parole quando si tratta di esprimere la propria opinione a riguardo.

Intervistato ai microfoni di 'Radio RMC', 'Ringhio' ha criticato apertamente la gestione societaria, spiegando in parte i motivi che lo hanno spinto a lasciare il club: "I giocatori devono solo pensare al calcio, perché dietro deve esserci un’organizzazione che pensa a tutto il resto. Se ho lasciato il Milan è anche perchè questo è venuto meno".

Gattuso prende come esempio l'acquisto del giovane francese M'Baye Niang, fino a questo momento protagonista soltanto di comportamenti poco professionali fuori dal campo: "Un esempio è un giocatore come Niang, certamente un buon giocatore, ma che ogni giorno accumula sciocchezze. Qualche anno fa il Milan non avrebbe commesso l’errore di pensare a un giocatore come lui”.

Dichiarazioni che fanno sicuramente riflettere, soprattutto perchè rilasciate da uno dei pilastri della storia recente rossonera, che aggiunge inoltre di essere stato contattato dalla società per un clamoroso ritorno: "Il Milan mi ha proposto di tornare, ma voglio prima rispettare l'impegno preso con il Sion".

Infine un commento sulla panchina della Francia, in vista della prossima amichevole della nostra Nazionale contro i transalpini: "Deschamps era uno dei miei idoli! La sua passione per il calcio è rimasta totalmente intatta. Non mi stupisce che ora sia commissario tecnico. Domenech? E' stato il capobanda della rivalità recente tra Italia e Francia. Quando dovevo marcare Zidane la sera prima di una partita contro di lui pregavo perchè succedesse qualcosa di magico e non dormivo per il pensiero".

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