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Grifone ancora ko ma contro il Napoli si è visto qualche segnale incoraggiante: la sfida contro la Sampdoria di domenica assume un'importanza doppia.

Una squadra che perde da cinque turni consecutivi, di cui tre in casa, è indubbiamente una squadra in grave crisi d’identità. Tuttavia, nel caso specifico del Genoa di Delneri, si deve tener conto di diverse attenuanti, che rendono un po’ meno amara la pillola. La più importante è data dalla prestazione dei rossoblu contro il Napoli: imbottiti di ragazzini e con un attacco ridotto ai minimi termini, i grifoni hanno disputato una gara gagliarda e messo in mostra discrete geometrie di gioco, segno che la cura Delneri, per quanto ancora sterile sul piano dei risultati sta portando qualche frutto relativamente a personalità e schemi. 

COSA VA – Il Genoa torna al gol in una delle gare più difficili che potesse capitargli in questa fase della stagione, e lo fa ben due volte rimontando provvisoriamente il Napoli. Una notizia positiva, che al di là del risultato finale ha messo in luce la ritrovata verve di Immobile, che era dato in netta fase calante, e le buone capacità di inserimento dei centrocampisti, in particolar modo Bertolacci, che già nel periodo passato a  Lecce si era “specializzato” in queste incursioni, autore del momentaneo (e illusorio) 2-1. In attesa di riavere a disposizione Borriello e Vargas, Delneri scopre quindi che il 4-5-1 può essere una soluzione interessante anche in ottica offensiva, e non solo per metterci una pezza viste le numerose assenze.

COSA NON VA – La squadra ha, in verità, ben poche colpe della situazione in cui si è trovata. Non è diretta responsabilità dei giocatori, infatti, la debolezza della rosa, che mostra delle falle preoccupanti in alcuni ruoli-chiave, come gli esterni alti e il centravanti “di scorta”, del tutto assente se si eccettuano i volenterosi, ma acerbissimi, Said e Hallenius. In mezzo al campo, inoltre, manca un giocatore dotato di passo veloce e buona visione di gioco, in grado di far viaggiare la palla con rapidità e precisione: spesso la manovra rossoblu si inceppa sulla trequarti avversaria, tra appoggi semplici sbagliati e cattiva interpretazione, da parte di chi imposta,  dei movimenti offensivi dei compagni. 

TOP&FLOP – Registriamo volentieri l’ottima prova di Antonelli sulla corsia sinistra di centrocampo. L’ex parmense, bersagliato dagli infortuni nell’ultimo anno e mezzo, ha messo in difficoltà il Napoli con le sue doti di spinta e l’intelligenza nelle sovrapposizioni, sia offensive che difensive, con Moretti. Non si può dire lo stesso per Canini: l’ex cagliaritano gioca una partita ai limiti della sufficienza, ma è determinante – in negativo – nell’azione del gol di Mesto (troppo incerto, si fa sopraffare dall’ex rossoblu) e in quella del gol di Cavani, dove applica male la tattica del fuorigioco lasciando libero di colpire il bomber uruguaiano.

CONSIGLI PER IL MISTER – La partita con il Napoli è andata, e lascia sensazioni positive e negative nel clan rossoblu. Da una parte c’è la consapevolezza di aver messo in difficoltà una delle grandi protagoniste del nostro campionato, e di aver perso anche per via di episodi avversi. Dall’altra, le cinque sconfitte consecutive e la classifica da allarme rosso inducono inevitabilmente cattivi pensieri e ansie tra i giocatori, rendendo il compito della risalita ancora più arduo.

Mister Delneri dovrà fare affidamento su tutta la sua esperienza, per superare il momento di crisi nella “testa” dei giocatori, prima ancora che nelle loro gambe. Serve un tecnico psicologo, capace di scrollare di dosso le negatività: il calendario mette subito davanti ai rossoblu un impegno da non sottovalutare assolutamente…

IL FUTURO – Il derby è alle porte, e arriva in uno dei momenti peggiori per entrambe le squadre: Sparta piange, infatti, Atene non ride, considerato che i blucerchiati della Samp sopravanzano il Genoa di un solo punto, e hanno infranto il poco invidiabile record societario delle sconfitte consecutive in serie A. Una stracittadina thrilling, che dirà molto sul futuro prossimo di entrambe le contendenti, e che potrebbe fungere da momento di svolta per chi prevarrà.

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