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Il direttore generale dell'Atalanta si gode l'impresa centrata dagli orobici nel posticipo contro l'Inter, e proclama: "Se resteremo umili ci toglieremo tante soddisfazioni".

Anche nel posticipo giocato ieri sera per la dodicesima giornata di Serie A, l'Atalanta si è confermata l'ammazza grandi per eccellenza, battendo l'Inter di Stramaccioni, reduce da dieciti vittorie consecutive tra campionato e coppa.

Pierpaolo Marino, direttore generale della Dea, può così godersi l'ultima impresa dei suoi ragazzi: "Quando è umile l'Atalanta sa regalarsi queste serate".- ha spiegato prima dell'assemblea della Lega Calcio l'artefice del miracolo nerazzurro.

Il dirigente orobico non vuol però sentir parlare di errori arbitrali che, secondo alcuni, avrebbero favorito i bergamaschi: "Quella di ieri non era una Inter dimessa, e il rigore era cristallino. Non ho nulla di cui lamentarmi e credo nemmeno Moratti".

Marino invita poi l'Atalanta a restare con i piedi ben saldati a terra: "Anche se siamo la regina delle provinciali, dobbiamo essere umili, appena smarriamo la nostra umiltà veniamo puniti. Dobbiamo arrivare prima possibile a quota quaranta punti, che per noi significa quarantadue per la penalizzazione. Fin lì non possiamo parlare d'altro, stiamo calmi".

Infine il dg orobico ha blindato il gioiello Denis, su cui a gennaio potrebbero muoversi Inter e Juventus, rivali anche nella corsa Scudetto: "Ieri ha baciato la maglia, sa cosa significa. E poi Percassi lo ha blindato. Fra le grandi dobbiamo incontrare ancora solo la Juventus, solo dopo potrò dire chi è favorita per lo Scudetto, finora è l'Inter che più mi ha fatto impressione. Ma la Juventus resta favorita".

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