thumbnail Ciao,

Un’altra volta in vantaggio e poi superata, tra errori e pioggia, la squadra non si sa rialzare: la Roma è un crogiuolo di problematiche da risolvere, da studiare, da cambiare.

Un film forse già visto, una sensazione che attanaglia la mente fin dai primi minuti. C’è il diluvio all’Oimpico, ma molti romanisti sanno che questo vorrà dire enormi difficoltà, e non in senso figurato. Zeman e i suoi (discepoli?) non riescono a mantenere il vantaggio e il modo di giocare, affondando sotto i copi concreti dei “cugini” che spietatamente creano il minimo sufficiente ad affondare la Roma. E ci riescono.

La storia infatti si ripete e nonostante un inizio incoraggiante, fatto di pressing e qualche azione intraprendente, la squadra giallorossa si abbatte ben presto, forse proprio in concomitanza del parziale blackout che spegne metà delle luci dello stadio. Faticosa l’impresa di fare gioco e schemi con quel campo, l’acqua comincia a ricoprire ampie zone del terreno e diventa impossibile praticare ciò che il boemo predica.

Ma non c’è uno spartito di riserva, non c’è un piano alternativo che permetta di adattarsi alle nuove condizioni, sia psicologiche che del manto erboso. Ed ecco di nuovo una rimonta, facilitata e permessa dai grandi “aiuti“ della difesa, del portiere, un po’ tutti.
LA PARTITA | LAZIO-ROMA 3-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

LAZIO
16
8
45%
7
5
6

ROMA
9
4
55%
7
5
0


Incredibile come poi alla fine si vada così vicino al pareggio nonostante l’inferiorità per larghi tratti del match. Questo lascia comunque uno spiraglio alle speranze future, ma la situazione si è fatta nera come il cielo di Roma in questa domenica di novembre che ha visto trionfare un’altra volta, la terza consecutiva, gli odiati rivali.

Tutti vanno a cercare i motivi della sconfitta, ma purtroppo non ce n’è solo uno. Sarebbe facile prendersela con De Rossi, visto che il suo rosso ha condizionato sicuramente la gara, ma la squadra fa scudo attorno al mediano di Ostia e anche il mister non affonda il coltello.

La Roma non ha perso per la pioggia, intendiamoci, sarebbe così provinciale e riduttivo dichiararlo. La Roma è un crogiuolo di problematiche da risolvere, da studiare, da cambiare. Quelle che sembra non aver il coraggio di affrontare l’allenatore, comunque responsabile della sconfitta nella stracittadina al pari dei ragazzi scesi in campo. La Roma rischia di diventare (o lo è già) una sonata monocorde, ad una sola nota, che non conosce quali siano le altre.

La Roma deve cambiare, partendo dall’atteggiamento e dalla capacità di reagire alle difficoltà. Non è il momento delle polemiche sui ruoli, ma quelle sul gruppo in generale: bisogna capire quando e se, con questa guida, si inizierà a rendere accettabili le prestazioni. Perché di tempo se n’è perso tanto e, francamente, nessuno ha più la voglia e la forza di aspettare a lungo.

Sullo stesso argomento