thumbnail Ciao,

Il tris al Pescara esalta il bomber, già a di 8 reti in 11 gare, uno ogni 55 minuti. "Sono più forte di prima dell'infortunio" dice lui, che con la Lazio può partire dall'inizio.

Il 'leone di Stamford Bridge' ha colpito anche in campionato. Del resto, Fabio Quagliarella è abituato a fare spesso e volentieri quello per cui Conte e Alessio lo mettono in campo: segnare. Già sei, le reti dell'attaccante della Juve. Nonostante un minutaggio ridotto rispetto a molti compagni d'attacco.

Solo Bendtner, tra coloro che compongono il reparto offensivo, ha infatti giocato meno di lui. Ma l'ex napoletano non pare importarsene: con la tripletta di Pescara fanno 8 centri in 11 partite, e una media paurosa di una rete ogni 55 minuti. Quagliarella è arrivato, a 29 anni, alla definitiva maturità, e a confermarlo è lui stesso.

"Mi rendo conto di essere più freddo e lucido sotto porta - le sue dichiarazioni, riportate da 'Tuttosport' - mentre qualche anno fa ero più frenetico. Per cui non sono stupito di segnare così tanto. Credo che questo sia il momento migliore della mia carriera. Mi sento più forte di prima dell'infortunio di due anni fa".

Eppure, nelle gerarchie di Conte Quagliarella non è al primo posto. Nemmeno sabato, contro la Lazio, il napoletano è sicuro di scendere in campo dall'inizio. Lui non fa polemiche: "Il mister ci ha detto che noi attaccanti siamo tutti titolari - dice il bomber - e poi lui fa le sue scelte. Giusto così".

Di certo c'è che le tre reti al Pescara potrebbero fargli scalare qualche gradino nelle gerarchie offensive juventine. Con la Lazio l'unico intoccabile là davanti sarà Mirko Vucinic: ma Quagliarella scalpita, e non è detto che alla fine sia lui, e non Giovinco, ad affiancare il montenegrino.

Sullo stesso argomento