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Il ko con la Fiorentina fa traballare la panchina del tecnico, ma arriva comunque la conferma. Lui analizza così la sconfitta: "Nel primo tempo match equilibrato".

Qualche tempo fa aveva detto: "Ero in discussione anche quando vincevo, figuriamoci ora". Ecco, adesso pare davvero che Massimiliano Allegri viva con una spada di Damocle puntata perennemente sopra la propria testa. La sconfitta del Milan, 1-3 in casa contro la Fiorentina, però, non causerà l'esonero.

La dirigenza rossonera è infuriata? Relativamente. Rientrato Silvio Berlusconi da Malindi, Kenya, dove era in vacanza, nella notte c'è stato l'incontro con il tecnico e Galliani: mister confermato alla guida del 'Diavolo' nonostante l'orrida stagione.

Intanto, il fatto che Adriano Galliani nel dopo partita non abbia parlato, come ha sempre fatto, per ribadire (di facciata o no) la fiducia ad Allegri, è dovuto alla mancanza di comunicazione con lo stesso Berlusconi: l'ad e il presidente non si erano ancora sentiti.

Dal canto suo Allegri resta fiducioso, anche se l'impressione è che distorca un pochino la realtà. "Non ho visto una squadra in difficoltà - la sua analisi nel post partita contro la Fiorentina - anzi, nel primo tempo la gara è stata equilibrata. Ma siamo stati poco cattivi e abbiamo preso due goal da rimessa laterale. E quel rigore di Pato avrebbe forse potuto cambiare il match".

In realtà, chi ha visto la partita di San Siro si è reso conto benissimo di quanto sia stato impacciato, lento e privo di idee il Milan, veramente alla carica soltanto ad inizio secondo tempo, prima e dopo l'1-2 di Pazzini.

Cambierebbe tutto con un altro allenatore? Non è lecito saperlo. Intanto venerdì Berlusconi sarà a Milanello per motivare i suoi giocatori uno a uno: il presidente scende in campo.

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