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Il presidente ancora in carica ha voluto sottolineare l'estraneità allo scandalo scommesse di qualunque rappresentante delle giacchette nere.

Marcello Nicchi, presidente uscente dell'Aia, nell'intervento davanti all'assemblea generale pone l'accento sull'estraneità degli arbitri in Scommessopoli e sull'operato in buona fede degli arbitri.

"Nessun arbitro è stato coinvolto nello schifo di scommessopoli, è un risultato di cui andare fieri. Questa è tornata ad essere un'associazione dignitosa. Mi sento un arbitro, anche di fronte alle nefandezze tecniche che ci capita di compiere. Dietro ai nostri errori, non c'è nulla: è un errore e poi si volta pagina. L'arbitro e la nostra associazione sono come un aquilone: più il vento è contrario e più volano in alto".

Pesanti le critiche del candidato alla presidenza Robert Anthony Boggi. Contestate, davanti all'assembela, soprattutto le promesse non mantenute del presidente uscente. Puntato inoltre il dito contro l'attuale gestione della società definendola una sorta di "monarchia assoluta" che non tiene conto della pluralità delle idee.

Così in assemblea: "Siamo qui per una nuova Aia, nella quale si affermino le regole dello sport. Vogliamo un'associazione rispettosa nei confronti di chi non la pensa come i capi. Il presidente deve essere 'primus inter partes'".

Duro batti e ribatti ma la risposta ora è solo nelle mani dei presidenti e delegati chiamati alle urne.