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Il bomber nerazzurro: "Il Triplete? Un'annata difficile da ripetere, ma noi ce la mettiamo tutta e cerchiamo sempre di dare il massimo, di migliorare".

"Con Palacio e Cassano mi trovo alla grande". Diego Milito ricopre di elogi i suoi partner d'attacco: nella lunga intervista concessa ad 'Inter Channel', il 'Principe' ha parlato del presente in nerazzurro ma anche del suo passato. "Nella mia carriera mi sono sempre adattato a ogni sistema di gioco e compagno, ora stiamo giocando con Rodrigo e Antonio, un bel vantaggio, ti aiutano e ti danno palle goal. Giocare al fianco di grandissimi giocatori come loro è più facile".

L'Inter di Stramaccioni sta raggiungendo grandissimi risultati ed inevitabilmente scattano i paragoni con la squadra più vincente degli ultimi anni, quella del Triplete: "Un'annata difficile da ripetere, ma noi ce la mettiamo tutta e cerchiamo sempre di dare il massimo, di migliorare. Speriamo di raggiungere dei titoli. Molti titoli". In caso di scudetto già pronto il fioretto: "Capelli biondi? Farei qualsiasi cosa per lo scudetto!".


Milito è tornato a brillare dopo aver attraversato un periodo di appannamento dopo la partenza di Mourinho. Il popolo nerazzurro però non gli ha mai fatto mancare il proprio sostegno: "Il loro affetto dà un'emozione incredibile. Mi sono sempre stati vicini e io cerco di dare sempre il massimo anche e soprattutto per loro. Sono questi i veri tifosi, quelli che stanno sempre vicini, non riuscirò mai a ripagare tutto l'affetto che mi dimostrano".

A Milano il 'Principe' ha vissuto i momenti migliori della sua carriera: "Arrivare all'Inter è stato un sogno. Ed era nel destino, perché prima di andare in Spagna c'era stato un qualcosa nel 2005, una possibilità, ma poi sono andato al Saragoza, una squadra in cui sono stato bene, con mio fratello. Alla fine l'Inter, però, è arrivata lo stesso".

Il picco più alto? La doppietta nella finale di Champions a Madrid: "La seconda rete ci diede tranquillità, in quel momento pensai 'siamo vicini, siamo vicini a un sogno'. Il goal è il massimo nel calcio, a volte è anche difficile da spiegare con le parole. È un momento di gioia, una soddisfazione incredibile segnare. Se mi sento ancora con Mourinho? Sì, ogni tanto qualche messaggio arriva, abbiamo un ottimo rapporto".

Impossibile però dimenticare le emozioni che gli hanno regalato Racing e Genoa: "Il Racing è la squadra che mi ha cresciuto: ho cominciato a giocare a 9 anni con la maglia del Racing, è la mia casa, ho vinto un campionato lì dopo 35 anni che non vincevano, qualcosa di speciale. Speciale, molto speciale, è poi stato il Genoa, la mia prima squadra in Europa, sarò sempre grato al Genoa: i tifosi sono sempre stati meravigliosi, proprio come quelli dell'Inter".

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