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L'attaccante argentino ha parlato del suo momento personale, oltre a soffermarsi sulla gara più attesa dell'anno: "C'è un po' di ansia per il derby. I tifosi contano tantissimo".

Non ha segnato, non si è rivisto il Maurito Zarate dei bei tempi. Ancora una volta. L'argentino, il giorno dopo la vittoria della sua Lazio contro il Panathinaikos, fa autocritica: serve più fiducia, maggiori prestazioni positive e sopratutto minutaggio per tornare idolo della curva.

"Con Floccari e Kozak ci siamo trovati bene, la mia è stata una partita normale" ha dichiarato il sudamericano a 'Lazio Style Radio'. "Ho lavorato per la squadra, ma conosco le mie qualità e non posso dire di aver disputato una buona partita, mentirei a me stesso".

Si è visto, in ogni caso, un Zarate diverso: "Nella posizione di ieri sto più lontano dall'area, ma cerco di fare gol, di lavorare prima di ttutto per la squadra e di fare la differenza cone le mie giocate. Ho avuto un paio di occasioni, oltre alla punizione: non ho segnato, ma l'importante è che abbiamo vinto".

"Mi manca la fiducia in me stesso, che dipende dai minuti e dalle partite che ancora non ho" la confessione dell'ex Inter. "Semplicemente mi manca giocare. Sicuramente se avessi segnato, avrei detto altre parole, avrei detto di aver fatto il mio lavoro, cioè fare goal".

Domenica c'è il derby: "E un po' di ansia. Il giorno prima è terribile, non vedi l'ora che l'arbitro fischi l'inizio. Poi quando vinci è ancora più bello. L'affetto dei tifosi conta tantissimo, dopo il primo anno sono rimasto perché avevo fatto bene e sentivo l'affetto della gente. Non me la sentivo di andare via, non sarei stato così bene da nessun'altra parte".

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