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Gillet si racconta alle pagine di ‘Tuttosport’ in un’intervista interessante in cui ha ripercorso le ultime vicende con il Torino, il passato al Bologna ed esperienze di vita.

Il colloquio con il forte ‘Gatto di Liegi’ è iniziato subito da un’ammissione di colpa, la costosa uscita di Gillet contro il Napoli: “Il carattere, prima che l’impostazione tecnica, mi spinge a uscire – ha dichiarato: sono arrivato su quel pallone, però è vero che non l’ho smanacciato bene. Spesso le azioni sono determinate anche da un pizzico di fortuna. Se la palla respinta fosse finita tra i piedi di un compagno e non su quelli di Cavani, l’avrei passata liscia”.

Errore che comunque si è fatto perdonare poco dopo nel faccia a faccia con Hamsik, spiegato dall’estremo difensore belga in questo modo: “Io sono fatto così. Come quando, dopo un impegno con la Nazionale, prendo il primo volo disponibile e torno a disposizione del Torino.

Guardo avanti, all’appuntamento successivo. Sono uno che vuole arrivare prima, sempre. Non sono mai stato considerato un fenomeno, e senza la cura per i dettagli non avrei avuto questa carriera. Se non ti muovi per primo, ti mangiano la merenda: questa è la vita.

Nel prossimo turno di campionato il Torino affronterà il Bologna dove Gillet ha trascorso l’ultima stagione, ma ha assicurato che il rapporto con l’ex club è ancora forte. L’unico rammarico sarà di avere Diamanti come avversario in coppia con Gilardino: “E' un gran brutto avversario, i suoi calci da fermo o in movimento, anche da lunga distanza, sono complessi da interpretare".

I granata sono risoluti nel battere il Bologna dopo delle prove di carattere contro la Lazio  e il Napoli e il brutto ko contro il Parma: Quella che ci attende è una partita fondamentale: è uno scontro diretto, dobbiamo tornare a vincere in casa. Per noi stessi e per la nostra gente. Nelle ultime due gare abbiamo fatto due punti, ora ne servono tre. Siamo chiamati a dare un segnale positivo, mai come adesso c’è da puntare al successo”.

Gillet si mostra a suo agio nel passare dall’attualità calcistica, dalle lodi a Pioli e a Ventura, al racconto della sua vita privata, che fra pochi mesi gli regalerà il primo figlio, alle sue credenze religiose, fino ad arrivare a raccontare un aneddoto della sua vita in Italia: “Se penso ai tempi di Bari la cosa che più mi faceva strano era la mancanza d puntualità. All’inizio non me ne capacitavo.

Se mi davano un appuntamento alle otto, arrivavano con almeno mezz’ora di ritardo. Mi arrabbiavo, poi ho capito che è un modo di vivere, forse anche un’arte di vivere. Dal vostro Paese ho preso tanto, vivo in Italia da 14 anni... Però continuo a essere puntuale”.

Fra storie di vita e quadretti familiari Gillet si districa bene senza incassare un solo goal e dichiarando che il suo futuro continuerà ad essere nel mondo del pallone, anche se: “Accetterò contratti finché non inizierò a essere imbalsamato. Non mi vedo a volare tra i pali ai due all’ora. Resterò nel calcio. Dove e a fare cosa non lo so. Ma voglio continuare a guadagnarmi da vivere grazie a un pallone”.

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