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Mattia Perin a 360 gradi tra sogni (battere la Juve e giocare in Nazionale), scherzi e papere da giovane età: prima di tutto però l'umiltà. L'erede di Buffon potrebbe essere lui.

In porta è il nuovo che avanza, il 'piccolo Buffon' del Pescara. Mattia Perin si racconta alla 'Gazzetta dello Sport' e lo fa con spavalderia, passando dalle papere in allenamento fino agli scherzi ai compagni e al padre. Sabato compirà 20 anni e sfiderà la Juventus del suo idolo: il miglior regalo di compleanno? Una vittoria.

In campo ottime prestazioni, i numeri però dicono 1,7 goal subiti a partita. Perin spiega: "Prendevo molti goal nelle prime giornate, quelle di assestamento, ultimamente invece sono migliorato. La Juve? Sabato voglio farmi un bel regalo, voglio vincere e chiederò la maglia a Buffon, il più forte di tutti".

L'umiltà è una caratteristica fondamentale di questo ragazzo e ciò si evince chiaramente nelle sue parole: "Non mi sento ancora pronto per una big, per ora penso solo a crescere qui a Pescara. Mi seguono City e Milan? Non ci faccio caso, per me il top è la Nazionale anche se ora sono la decima scelta dietro a Buffon, Viviano e tanti altri". Nell'Under 21 è la terza scelta ma lui accetta la situazione così com'è: "Mangia mi ha detto che è una scelta tecnica, va bene così".

C'è spazio anche per parlare delle sue 'imprese' fuori e dentro il campo: "Sono un ragazzo a cui piace tanto scherzare. Il primo giorno di allenamento al Pescara la feci grossa: il mister calcia, la palla rimbalza davanti a me e scivola in rete. Una papera colossale. proprio un buon esordio! Ricordo anche quando dissi a mio padre che aspettavo un figlio e non sapeva come dirlo a mia madre: il giorno dopo dissi la verità! Un figlio? Per ora non sono adatto a fare veramente il padre, magari a 28-30 anni. Sono uno scansafatiche, i lavori di casa li lascio alla mia fidanzata Giorgia. Amo il tennis e il ping pong, mi piace mangiare bene e ho un cane, un bovaro bernese a cui tengo molto di nome Taz. I capelli? Li tengo lunghi per nascondere i difetti della faccia! (ride)".

Le responsabilità però vengono prima di tutto: "Qui a Pescara mi sento più maturo. Prima spendevo molti soldi in vestiti, ora molti di meno e la maggior parte penso a metterli da parte. Gli amici? Nel calcio ho molti amici, El Shaarawy è uno di questi. Fuori invece li ho tutti a Latina e ogni tanto torno e vado a trovarli: l'altra sera ad esempio sono tornato lì per andare a vedere in curva la partita contro il Perugia".

Chiusura finale con uno stravagante in bocca al lupo: "Ne ho tanto bisogno?".

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