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Il tecnico biancazzurro ha visto nei suoi un salto di qualità a livello mentale. E i rapporti con il presidente Sebastiani, assicura, sono ottimi: "Se non fosse per lui...".

"Forse domenica abbiamo davvero capito cos'è la serie A". A dirlo è Giovanni Stroppa, che dopo la vittoria di domenica sul Parma ha tirato un grosso sospiro di sollievo. I tifosi lo contestavano, la sua panchina è in bilico, ma alla fine sono arrivati tre punti che allontanano, almeno per un po', i fantasmi.

"Le cose non stavano funzionando bene - ha ammesso ieri il tecnico del Pescara in conferenza-stampa - All'inizio abbiamo preso degli schiaffi e qualcuno si è spaventato, adesso, invece, credo che abbiamo acquisito una certa consapevolezza: basta poco per vincere con chiunque. Contro il Parma non ho visto grandissime cose, paradossalmente potevamo addirittura perdere, ma abbiamo dato la sensazione di essere una vera squadra".

Dopo tante sperimentazioni tattiche, Stroppa è approdato domenica al 3-5-2: "Era l'ultima possibilità, a me sarebbe piaciuto giocare con un altro modulo, ma fare il 4-3-3 con questo gruppo è stato difficile, nonostante la presenza di talenti come Quintero, Caprari, Weiss, tutta gente che non è facile mettere insieme. Ho sempre cercato il bel gioco, ma non è stato possibile. Adesso forse la squadra ha fatto un salto di qualità a livello mentale".

Con il presidente Sebastiani, assicura, i rapporti sono sempre stati ottimi: "Con lui c'è un grandissimo affetto, se non fosse stato per lui, oggi non sarei qui".

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