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L'ex capitano bianconero si è messo completamente a nudo parlando di sè stesso, del rapporto col padre e di una vita calcistica ricca di valori ed emozioni.

Quando cerchi sul dizionario del calcio la parola campione, accanto trovi come definizione Alex Del Piero. L'ex capitano della Juventus fa parte di quella specie di calciatori che andrebbero protetti dal Wwf, perchè ne sono rimasti davvero pochi. Esempio dentro e fuori dal campo. Ma dentro quel numero 10 non c'è un solo Del Piero. Ecco perchè...

"Conduco due vite parallele", confessa lo stesso Alex in una lunga intervista rilasciata al 'Corriere della Sera'. "Non sono finto ma ho la capacità di sdoppiarmi - assicura 'Pinturicchio' - . Ci sono tanti aspetti di me poco conosciuti, anche se ho lasciato in giro indizi, come i templari. Dicono: Del Piero non fa mai polemiche. Ma io ho tirato legnate a destra e manca di cui non vi siete mai accorti!".

Già perchè Del Piero ha tanti lati nascosti..."In campo sono un figlio di buona donna: la furbata, il colpetto, faccio di tutto per vincere. Poi vado a casa e mi sciolgo con i miei figli. Ho protetto la mia vita privata per poter esprimere il lato più vero di me pienamente. Di quella sono molto geloso. Per me è importante. Anzi, vitale".

Vitale come essere un modello da seguire, sopratutto quando si fa questo mestiere: "Tolta la maschera pubblica, sono diverso. Ma sento la responsabilità di essere un modello per i giovani, come lo furono i miei idoli per me. Credo sia giusto dare segnali positivi. Non vuol dire essere finti: vuol dire essere coscienti, responsabili".

La morte del padre, un momento di svolta nella sua vita umana e soprattutto professionale: "Nel 2001, quando morì mio padre. Arrivavo da un momento difficile: mi tormentavo per la forma fisica e i gol. Poi mi cade in testa la tegola: ho tutti i soldi del mondo e non posso fare niente. Malattia incurabile. Una botta terrificante. Ecco, permettermi di rimettere tutto in prospettiva è stato un altro dei grandi insegnamenti, muti, di mio padre".

Quando si parla di Juve, Alex si mette completamente a nudo: "Ho coscienza che quello che è successo a Torino nella mia ultima partita in bianconero (Juve- Atalanta, 13 maggio) è uscito da tutte le regole del calcio. Mi ha toccato nel profondo. Ho cercato di restare distaccato. So di aver fatto cose importanti, di aver realizzato i miei sogni. Se ti rendi conto della fortuna che hai, puoi goderti meglio le conquiste".

Adesso c'è Sydney, qualcosa di incredibilmente diverso ed affascinante: "Oggi mi rendo conto che l’ambiente che ho frequentato, cioè quello molto competitivo del calcio in Italia, mi ha condizionato. E vivere in Australia mi fa assaporare cose diverse. Però anche a Sydney la gente viene allo stadio per vedermi vincere e segnare...".

E ad Agnelli meglio non pensarci: "L’ho detto alla Gazzetta cosa provo (indifferenza,ndr) e non desidero altre polemiche. La verità? Sono felice di tutto quello che ho fatto, zero rimpianti. Le decisioni vanno anche rispettate. E poi conta il presente, non il passato".

Per il futuro, invece, è questo quello che sogna Del Piero: "Nel mio ambiente vorrei essere ricordato come il migliore. È quello che sognavo da piccolo - conclude - . Essere un giocatore unico, uguale a nessun altro".

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