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Pubblicata sul sito ufficiale del club etneo una dura nota: "Impossibile nascondere questo gravissimo episodio che mina alle fondamenta l'immagine del nostro calcio"

"Scandaloso al Cibali". Così il Catania titola il comunicato pubblicato sul sito ufficiale del club etneo all'indomani dei clamorosi episodi nella gara contro la Juventus, fortemente condizionata dalle discusse decisioni dell'arbitro Gervasoni e del guardalinee Maggiani.

Nella nota la società esprime la propria posizione: "Il Catania ha sempre sostenuto l'accettazione dell'errore arbitrale ed intende farlo ancora oggi, pur avendo subito ieri una somma ingiustizia: la trasformazione di un netto 1-0 (gol di Bergessio regolare, gol di Vidal viziato dall'off-side determinante di Bendtner) in un inverosimile 0-1. 0-1 a referto, 1-0 sul campo. Al di là delle certezze palesate da chi sostiene che la Juventus avrebbe vinto comunque (il risultato finale resta sempre ovviamente impossibile da prevedere, almeno per noi), resta il fatto inevitabile che: l'arbitro può sbagliare. Pertanto, le parole del Designatore della CAN Serie A Stefano Braschi si sposano perfettamente con le nostre idee".

Il Catania ha poi sottolineato il 'pressing' fatto dalla panchina bianconera su arbitro e assistenti in occasione del goal annullato a Bergessio. "Noi, inoltre, non abbiamo avanzato il dubbio che la panchina della Juventus potesse aver interferito nella decisione di non convalidare la rete di Bergessio, noi abbiamo purtroppo constatato questa evidenza, considerando immagini e tempi delle convulse fasi successive all'assegnazione del gol".

"Impossibile nascondersi -
continua la società nel comunicato - impossibile nascondere questo gravissimo episodio che mina alle fondamenta l'immagine del nostro calcio, proponendo un quadro di confusione in cui basta insinuare un dubbio e fare la voce grossa per rimettere in discussione una decisione (regolarissima) e costringere a cambiarla (in una sbagliatissima). Ciò che un direttore di gara non può e non deve fare, per tutelare la sua autorevolezza e credibilità e per il bene del calcio italiano, è lasciare che i calciatori di una squadra, addirittura partendo dalla panchina, giungano a circondare un assistente di gara, sorvegliando e reclamando attenzioni, senza incorrere in sanzioni disciplinari".

Ed ecco che dal 'Clamoroso al Cibali', storica frase pronunciata dal leggendario Sandro Ciotti nel lontano 1961 durante 'Tutto il calcio minuto per minuto' per commentare la sorprendente vittoria del Catania sull'Inter per 2-0, si passa ad un velenoso 'Scandaloso al Cibali': "E' questo il senso di un titolo letto sulle pagine di alcuni importanti quotidiani: 'Scandaloso al Cibali'. Lo facciamo nostro, ribadendo contestualmente il nostro rispetto per le istituzioni calcistiche.

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