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Venti minuti di incubo con i due goal rossoblù, poi esce fuori la tecnica e la forza di una squadra ancora ”work in progress” ma che mostra dei miglioramenti evidenti.

Si diceva che due settimane non sarebbero bastate per vedere qualcosa di completamente diverso dalla squadra vista contro l’Atalanta. Che il gioco di Zeman non si impara in pochi giorni e con tredici nazionali fuori. Ma la Roma trova modi e tempi di smentire tutto, di far ricredere tanti scettici, di regalarsi una gioia in trasferta che mancava da un po’ e che ha un sapore tutto diverso visto che è arrivata addirittura in rimonta.

Le critiche fatte dopo le recenti prestazioni, giudicate forse da qualcuno troppo eccessive, erano dettate da un’evidente difficoltà nell’esprimere idee e concetti che il mister va predicando da inizio luglio. Vedere una squadra di così alta qualità tecnica in molti elementi e faticare a tenere a bada attaccanti di qualsiasi sorta, creando addirittura poche occasioni rispetto a quanto previsto dal sistema di gioco e dalla caratura dei protagonisti in campo, faceva e fa davvero arrabbiare anche il commentatore più obiettivo e moderato.

Perché dopo le sconfitte con Bologna e Juventus e dopo la “vittoria mutilata” contro l’Atalanta, che arrivò più per inerzia che per bravura e con i dilemmi Osvaldo-De Rossi a far da contorno ad una situazione caotica, di certo non si poteva essere teneri o delicati nel commentare anche a mente fredda.

LA PARTITA | GENOA-ROMA 2-4

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

GENOA
10
7
36%
5
4
1

ROMA
13
9
64%
9
1
4

Ma la Roma di Genova, solitamente in difficoltà al Ferraris, prende prima gli schiaffi, si rialza e reagisce con la forza. Quello che si è sempre chiesto alla squadra da parte dei tifosi. E mette in campo tutta la sua voglia di vincere e divertire, di scambiare il pallone in maniera efficace e non sterile, guidata da alcuni fuoriclasse come capitan Totti, il primo a cercare e guidare la rimonta e come il bomber Osvaldo che entra ormai di diritto nel novero dei giocatori più importanti del campionato 2012-13, con una fantastica doppietta e tanto gioco offensivo utile alla squadra.
In fondo, i due goal presi inizialmente non erano nemmeno meritati, soltanto un pressing un po’ più alto e con buon ritmo aveva portato due volte il Genoa davanti al portiere con il 100% di realizzazione. Un po’ crudele rispetto all’andamento dei quel quarto d’ora.

Ma finalmente si è avverato quello che invece capita al contrario alla Roma stessa: reazione e rimonta, in meno di un tempo i due goal di svantaggio sono già recuperati e c’è tutta una seconda parte per ottenere i tre punti. Cosa che infatti avviene, non in maniera scontata ma con un dominio territoriale e di gioco tale che permette agli avanti giallorossi di creare pericoli costanti a Frey.

Tutti contenti, quattro goal in trasferta, finalmente un qualcosa di zemaniano s’è visto così gli opinionisti per una settimana non potranno dire che la squadra non segue il mister. Perché lo sapevamo anche tre mesi fa che ci vuole tempo, che non si impara dall’oggi al domani, che non è mai tutto da buttare e nemmeno tutto oro quello che luccica. Le speranze positive inducono sempre ad un’esagerazione nelle pretese iniziali, come se bastasse una partita da titolare per diventare un terzino buono per la Serie A, oppure fare un semplice taglio per diventare la tipica punta zemaniana.

Ma ora i ragazzi si sono scrollati di dosso alcune paure, giocano a mente libera, si muovono con scioltezza e chissà quale problema  psicologico li bloccava; l’importante è che tutti si rendano conto che bisogna remare tutti dalla stessa parte, credere in ciò che il tecnico dice, applicarlo e vedere poi i risultati. Sicuramente, alla fine, saranno più i convinti che gli scettici.

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