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Le big vogliono meno impegni e un campionato più qualitativo, così come Sky e Mediaset Premium. Per Abodi "la riforma può partire da subito", Baldini è scettico: "Non basta".

Non è certo da ieri che in Italia si invoca una riduzione delle partecipanti ai campionati. Ma, secondo quanto riporta 'Repubblica', pare proprio che questa sia la volta buona per un ritorno della serie A a 18 squadre. Merito soprattutto della volontà delle big, decise a ridurre gli impegni e a migliorare il livello di un campionato attualmente modesto.

Juventus, Inter, Milan, Roma, Lazio e Udinese sono già d'accordo. Tra gli altri club qualcuno tentenna: l'equazione meno partite = meno soldi dalle televisioni è spontanea. Ma Sky e Mediaset Premium puntano più sulla qualità che sulla quantità: ovvero, una riduzione delle gare può portare a un incremento dello spettacolo e a un riavvicinamento del pubblico verso la serie A, dunque nessun problema.

Il contratto di Sky con i 20 club di serie A scade nel 2015. Ma rinegoziarlo non dovrebbe essere un problema, secondo il presidente della Lega di serie B Andrea Abodi: "Se ci sediamo attorno a un tavolo - afferma - la riforma potrebbe partire già dalla stagione 2013-2014. La A scenderebbe a 18 squadre, la B a 20 e la Lega Pro a 40 o 60".

E mentre Claudio Lotito fa già i conti ("Con la riforma, le prime tre divisioni risparmierebbero rispettivamente 60, 50 e 8 milioni"), Franco Baldini è perplesso: "Bisogna intervenire sul calcio italiano modificandolo strutturalmente - l'analisi del dg della Roma - Rendere gli stadi come quelli inglesi e non trasmettere tutte le partite in diretta. Non basta ridurre il numero di squadre: sarebbe come applicare un cerotto a un malato grave".

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