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Il presidente biancoceleste ha parlato della burocrazia intorno alla tanto agognata legge: "Alla Camera sono state aggiunte quattro righe che vanno assolutamente tolte".

Senza uno stadio di proprietà non sei nessuno. Nel calcio moderno, con spagnoli, inglesi, olandesi e via dicendo avanti anni luce, l'Italia deve rincorrere, superare la burocrazia e cercare di abbandonare i vecchi impianti. Come l'Olimpico, casa della Lazio.

Legge sugli stadi che Claudio Lotito, patron biancoceleste, invoca alla svelta: "Mi auguro che con le dovute modifiche sia approvata in fretta” le parole a 'Panorama.it'. Dopo essere stata approvata dalla Camera, il testo è ora in corso di approvazione al Senato.

”Il Senato deve fare un sforzo. Due anni fa varò all’unanimità una norma che non conteneva appesantimenti burocratici. Alla Camera sono state aggiunte quattro righe che vanno assolutamente tolte perché rappresentano un retaggio di carattere borbonico che un Paese civile e democratico come l’Italia, che insegue trasparenza, non può consentire perché nel 2012 non può esistere il potere di veto" il monito del numero uno dei capitolini.

Togliendo quelle quattro righe, secondo Lotito "in un mese ci sarà la legge". Manca il coraggio, la voglia di fare qualcosa di nuovo: "E’ un problema di volontà e in questo Paese nessuno è intervenuto mai come all’estero dove lo Stato ha finanziato la costruzione di nuovi stadi".

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