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L'attaccante del Palermo è stato sottoposto alla ricostruzione del crociato: "Sono certo che in mia assenza i miei compagni faranno grandi cose. Questa squadra ha qualità".

La sfortuna sembra davvero accanirsi su Abel Hernandez: l'attaccante del Palermo si è di nuovo gravemente infortunato e, rientrato in Italia dal ritiro della Nazionale uruguaiana dove si era procurato la lesione scontrandosi con Tabarez (!) in allenamento, è stato ieri sottoposto ad intervento chirurgico a Roma per la ricostruzione del legamento crociato.

"L'intervento è perfettamente riuscito - ha spiegato il professor Pierpaolo Mariani, che ha suturato il menisco e trapiantato il tendine rotuleo - Il protocollo è quello messo a punto dalla nostra struttura, domani il ragazzo inizierà la rieducazione, al quarto mese siamo soliti mettere i giocatori nelle condizioni di rientrare nell'area tecnica. Poi spetterà ai medici e all'allenatore del Palermo decidere dell'impiego".

Dal canto suo, Hernandez - intervistato dal 'Corriere dello Sport' - non vuole abbattersi e reagisce da campione: "Penso al momento in cui tornerò a giocare, non starò fuori così a lungo. Conto di farcela in quattro mesi, i medici mi hanno detto che posso centrare questo traguardo, io non vedo lora di tornare a disposizione dell'allenatore".

"Le voci di mercato non concretizzate nella scorsa estate? Inter, Roma, Arsenal? Palermo è una società e una città a cui sono molto legato, non credo di aver perso l'occasione della vita - afferma la 'Joya' - Ogni anno circolano tante indiscrezioni, quelli citati sono grandi club, ma il mio presente è rosanero e in questo momento non ho altro per la testa. Nel vostro Paese mi trovo benissimo e non mi dispiacerebbe affatto rimanere qui per tanti anni ancora".

L'ultima volta che subì un grave infortunio, Hernandez ottenne da Maurizio Zamparini il prolungamento del contratto, qualcosa che ha il suo peso: "Al presidente sarò sempre riconoscente. Quello fu un bel gesto e io non sono il tipo da dimenticare certe cose... Dybala? Potenzialmente è un fuoriclasse, sono sicuro che avrà modo di dimostrarlo. In allenamento gli ho visto fare giocate fuori dal comune. Miccoli? Fabrizio è il numero uno, è il nostro capitano, è la nostra stella. Sono certo che in mia assenza i miei compagni faranno grandi cose. Questa squadra ha qualità, gli ingredienti per arrivare lontano non mancano".

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