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Il tecnico dell'Inter torna sulla vittoria conquistata nella recente stracittadina. E sul ruolo di Sneijder: "Può fare anche l'interno sinistro in una mediana a tre...".

"L'obiettivo è tornare ad essere grandi". Ha le idee chiare Andrea Stramaccioni, tecnico di un'Inter che ha cambiato tanto in estate, in modo da cercare di riavvicinarsi ai livelli di un passato troppo recente per essere dimenticato.

Ai microfoni di 'Deejay Football Club', il 36enne allenatore romano ha raccontato di non temere minimamente la sfida che gli ha lanciato il presidente Moratti: "Nessuna paura, andremo avanti col nostro progetto, anche se noi siamo agli albori di un nuovo ciclo, al contrario di altre squadre già formate".

E' ancora freschissimo il ricordo del derby vinto grazie al goal di Samuel. Una stracittadina che ha lasciato una scia di veleni non indifferente: "Vincere così per noi vale triplo, perchè parliamo di una gara fondamentale, che mi ha dato dei segnali molto importanti. Le polemiche arbitrali? Per me il portiere (parlando del presunto fallo su Handanovic, ndr) non va toccato in uscita, e il direttore di gara ha fischiato subito, per cui non parlerei di goal annullato, che sia giusta o no la decisione presa".

Non manca, inoltre, un parere sull'olandese Sneijder, senza il quale l'Inter ha vinto quattro volte su quattro, alimentando qualche dubbio sulla sua utilità alla causa: "Ma no, lui è un giocatore atipico, che può fare tranquillamente la differenza, a patto che venga messo nelle condizioni ideali per potersi esprimere. Per me è un trequartista, ma in qualche partita può fare anche l'interno sinistro in un centrocampo a tre. Alvarez e Jonathan? Non vanno via, sono nostri giocatori".

Infine, c'è anche modo di 'rinvangare' il passato dello 'Strama' calciatore: "Qualche calcio lo sapevo dare, poi non mi piace parlarne perché sono riservato. Però mi arrabbio quando mi paragonano a Sacchi, lui non sapeva proprio giocare...", ha chiosato il tecnico.

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