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"Io non dissi nulla al guardalinee - recrimina il macedone - e invece l'arbitro mi cacciò". L'attaccante, già in goal 7 volte coi bianconeri, è carico: "Sabato possiamo vincere"

Che Juventus-Napoli non sia una partita normale, ormai, l'hanno capito tutti. I bianconeri di nuovo sul tetto d'Italia, la ritrovata nobiltà azzurra, una sfida che da tempo non contava per il vertice. Tutti ingredienti che contribuiscono a scaldare il big match di Torino. Mai, però, quanto l'ultimo precedente. Che Goran Pandev ancora non ha digerito.

Dal ritiro della Macedonia, dove l'attaccante azzurro si prepara in vista degli impegni di qualificazione mondiale con Croazia e Serbia, Pandev torna a parlare della Supercoppa Italiana disputata a Pechino lo scorso 11 agosto, e vinta dalla Juve tra le polemiche. E dimostra di avere ancora il dente particolarmente avvelenato.

"Lo sappiamo tutti
- afferma con risentimento a 'Tuttosport' - che quella partita fu fasulla. Io non dissi nulla al guardalinee, e invece Mazzoleni mi cacciò. Ma ora ho capito come si deve giocare contro la Juve: se subirò un fallo non dirò nulla, anzi, nemmeno guarderò in direzione della terna".

Pandev, che ha segnato 7 reti ai bianconeri di cui 3 con la maglia del Napoli (uno, inutile, proprio a Pechino), carica la squadra: "Andremo a Torino senza paura. Possiamo battere la Juve, lo abbiamo già dimostrato. E poi dobbiamo vendicare la partita di Supercoppa". Già, vincere con la Juve: solo così, forse, il risentimento del macedone si placherà.

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