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Approfittando della sosta per la Nazionale, spazio alle riflessioni sulla prima fase del campionato. Le statistiche più interessanti arrivano dai club di Milano.

Sette giornate corrispondono a circa un quinto del campionato. Troppo presto per fare bilanci reali su quanto visto, abbastanza per farsi almeno un'idea sui valori in campo e quello che vedremo dal 20 ottobre in poi. La sosta per la Nazionale, in questo senso, è come un assist, invoglia a mettersi a ragionare sulla Serie A che è stata e che sarà.

C'è un modo per rendere rapida e immediata qualunque riflessione di questo tipo: prendere la classifica dello scorso anno e metterla a specchio con quella attuale. Perchè come sempre i numeri dicono più delle semplici parole, danno forza ai discorsi e sottolineano aspetti che non approfonditi potrebbero sfuggire.

Et voila, dunque. Da una parte la classifica parziale dell'ultimo campionato, dopo l'8ª giornata giocata il 23 ottobre 2011 (la settima dopo lo sciopero del primo turno); dall'altra la graduatoria di oggi, quella maturata dopo lo scorso weekend.

CLASSIFICHE A CONFRONTO DOPO 7 GIORNATE
COSI' L'ANNO SCORSO COSI' QUEST'ANNO
15 Udinese
9 Fiorentina 19 Juventus 7 Milan
14 Lazio
9 Genoa 19 Napoli 7 Bologna
13 Juventus
9 Parma
15 Lazio 7 Pescara
12 Cagliari 9 Siena 15 Inter 6 Udinese
11 Milan 8 Atalanta 11 Roma 6 Parma
11 Napoli 7 Inter 11 Fiorentina 6 Chievo
11 Roma 5 Novara 11 Catania 5 Palermo
10 Catania 4 Bologna 10 Sampdoria 5 Atalanta
10 Palermo 4 Lecce 9 Genoa 5 Cagliari
9 Chievo 2 Cesena
8 Torino 2 Siena
Campione d'Italia - Qualificato in Champions League - Qualificato in Europa League - Retrocesso in B

Un dato balza subito all'occhio senza neanche focalizzarsi su una singola squadra: quest'anno, chi comanda, ha cominciato subito con un altro piglio. La prima Juventus di Conte era sì in testa, ma con un passo molto meno deciso e autoritario rispetto a quello che ha impresso sin da subito insieme al Napoli in questa stagione. Dietro c'è comunque bagarre, ma le capolista stanno facendo sul serio.

Juventus, appunto. Il buon avvio di un anno fa è stato ulteriormente migliorato. Nel +6 c'è l'eredità di una cavalcata strepitosa, vecchie certezze riacquisite e ostentate sul campo, la superiorità di un organico ulteriormente migliorato. Per strada sono stati lasciati solo due punti, come nel caso del Napoli.

Qui la crescita è ancora più evidente: si parla di ben 8 punti in più all'attivo. L'effetto Champions al contrario potrebbe bastare per spiegare la metamorfosi. L'Europa che conta toglie punti importanti, potersi concentrare sul campionato è un'altra storia. E se il gruppo a tua disposizione è di prima qualità diventa impresa realistica poter reggere ed imporre certi ritmi.

CHI SALE CHI SCENDE

Inter +8

Napoli +8
Juventus +6
Bologna +3
Fiorentina +2
Lazio +1

Catania +1
Genoa +1

Udinese -9
Atalanta -9*
Cagliari -7
Milan -4
Palermo -5
Parma -3
Chievo -3
Siena -1*

* penalità considerata
Salto di rendimento importante anche a Milano, sponda Inter. Più che per la buona partenza di Andrea Stramaccioni, per la disastrosa parentesi di Gian Piero Gasperini tra l'estate e l'autunno del 2011. Dopo sette giornate era già la squadra di Claudio Ranieri. L'handicap, però, era consistente e portava la firma del Gasp. Passare dalla zona retrocessione a quella Champions è una bella iniezione di fiducia in termini di prospettive.

Così come sono rosee quelle della Lazio, seconda nel 2011/2012 e terza nel 2012/13. Conferma significativa di quanto sia valido il lavoro svolto nella capitale da tre anni a questa parte. La squadra è indubbiamente competitiva, impreziosita da individualità importanti in grado di fare la differenza a certi livelli. Specie se il 'manico' è giusto. E Petkovic di risposte confortanti ne ha già regalate.

Delicata la situazione della Roma. Criticata, bistrattata, in alcuni frangenti anche attaccata, in linea rispetto alla gestione di Luis Enrique. Considerato l'epilogo dell'avventura di Lucho in giallorosso, è quantomeno un campanello d'allarme.

Stupisce il semplice +2 della Fiorentina di Montella in confronto a quella targata Mihajlovic. La differenza in termini di gioco e appeal, tra le due, è piuttosto consistente. Eppure a conti fatti non trova riscontro in un miglioramento sensibile della classifica, conferma del principale cruccio dell'Aeroplanino: la sua Viola produce tanto ma ottiene poco, per inesperienza ed ingenuità.

Sul versante opposto, quello dei bocciati, spicca la presenza dell'Udinese, fulminea nel partire dai blocchi un anno fa, demoralizzata dall'eliminazione dalla Champions in queste prime battute di stagione. Con i friulani Atalanta e Cagliari, attesi da una rincorsa tribolata verso la salvezza. L'imperativo, in questi casi, è uno e soltanto uno: accelerare il prima possibile per evitare di restare impantanati laggiù troppo a lungo, fino a quando i punti cominceranno a scottare.

In chiusura l'altra statistica più interessante, anche in questo caso con provenienza meneghina. Il Milan più brutto dell'era Berlusconi - come molti hanno sentenziato negli ultimi tempi - vanta quattro punti di ritardo rispetto a quello trascinato un anno fa da Ibrahimovic. Non pochi, ma neanche tantissimi.

Ennesima certificazione della false partenze tipiche di Allegri, invito a sperare e credere in un prosieguo diverso della stagione, a patto di recuperare da subito terreno sulle prime.

La scorsa annata, di questi tempi, il Diavolo cominciò la progressione che lo portò a giocarsi il titolo con la Juventus, infilando una vittoria dopo l'altra. Quello di oggi deve ancora trovare una propria identità e indubbiamente ha molto da lavorare, ma il tempo per cambiare volto alla stagione non manca.

Discorso che vale per tutti, belli e brutti di questo campionato.

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